Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

IL TRUFFATORE NON E’ FABIO TUIACH MA LO STATO (di Franco Marino)

Lo stato ama celebrarsi in mille modi. Ama farsi definire con la S maiuscola, chiama il suo statuto Costituzione con la C maiuscola. Ma in concreto è solo l’estensione dell’istinto alla socialità delle persone. Se fossimo tutti alti due metri e venti, pesanti centocinquanta chili di muscoli, corressimo 110 km orari per due o tre chilometri come i ghepardi, fossimo superarmati e nel contempo avessimo soldi a palate a sufficienza per farci curare dai migliori medici (anche se con quelle misure e quelle prestazioni, un medico potrebbe curarci anche gratis, per paura di una nostra reazione) non avremmo bisogno di essere protetti. Sfortunatamente, non tutti – anzi direi nessuno – possiamo vantare analoghe misure e prestazioni e quindi necessitiamo di una protezione sociale, in comunione con altri nostri simili. Quando un gruppo di persone che vogliono stare assieme per proteggersi, prevale su altri gruppi analoghi, abbiamo uno stato. Che non è nient’altro che questo. E le leggi non sono altro che la volontà di questo gruppo dominante. Che tuttavia ha un senso fin quando i consociati si sentono protetti. Quando ciò accade, quel gruppo semplicemente perde la sua funzione.

Fabio Tuiach sia pure limitatamente ai luoghi digitali, lo conosco abbastanza bene. Fin quando era su Facebook era presente sui miei profili e sulla mia pagina e anche su VK. E spesso metteva “mi piace” ai miei post. Non è un ragazzo di chissà quali irraggiungibili vette del pensiero ma è un bonaccione e mi è simpatico. Questo però non deve farci velo: se tu ti metti in malattia e poi vai a manifestare, di fatto commetti una truffa. Questo dice il codice. In teoria. Poi c’è la pratica. Che ci racconta uno stato che da due anni ha messo sotto sequestro un intero paese. Prima con ridicoli lockdown che, ben lungi dal contenere la pandemia, pare che addirittura l’abbiano aggravata. Fino ad arrivare appunto al green pass. E così, mentre durante le prime limitazioni, ci dicevano che la situazione sarebbe durata massimo un mesetto e che presto saremmo “tornati ad abbracciarci”, oggi invece scopriamo che non solo non è così ma anzi addirittura probabilmente lo stato di emergenza verrà allungato. Una truffa in piena regola. In parole povere, un povero cristo marca visita al lavoro per protestare contro una palese truffa da parte di uno stato che, attraverso le sue leve visibili e invisibili, sta cercando di aizzare una parte del paese contro l’altra, che esercita semplicemente il diritto di non vaccinarsi. Ma viene licenziato lui per truffa. E intendiamoci, ai sensi della legge, il licenziamento purtroppo è inevitabile e credo che per Tuiach ci siano poche speranze. Il vero punto è un altro. Cosa porta un padre di famiglia a rischiare il posto per manifestare contro uno stato che gli sta rendendo la vita impossibile? La risposta è una sola: la disperazione. E quando i cittadini sono disperati perché non hanno prospettive, lo stato tecnicamente ha fallito nella sua funzione che è quella di proteggerli. E’ lo stato il vero truffatore, non Tuiach. Che, al massimo, è solo un fessacchiotto che non ha capito che lo stato non si affronta in questo modo, mettendoci la faccia in maniera così palese e marcata.

Ovviamente tanti codardi punturati stanno esultando. E non si rendono evidentemente conto che si stanno mettendo un bersaglio sulla fronte. Perché se un giorno si dovesse formare una dissidenza organizzata – non dunque improvvisate Giovanne d’Arco o disordinati portuali – quel giorno avremo un altro stato. Mentre agli appartenenti dello stato attuale, non rimarrebbe che scappare a gambe levate.
Licenziando Tuiach, lo stato ha regalato un soldato alla dissidenza. Perché se domani un gruppo di rivoluzionari dovesse riuscire ad offrire a Tuiach un sostentamento, sarà inevitabile che questi andrà da loro.
Lo stato non è che un contratto sociale. Se una delle parti lo rompe, non può aspettarsi lealtà dall’altra parte. Ma è difficile spiegarlo ai bankster, i quali sanno solo ragionare in termini di numeri, senza rendersi conto che quando la rabbia sale e la gente andrà a prenderli, i libri contabili glieli mette dove non arrivano i raggi solari.

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FRANCO MARINO

Un commento su “IL TRUFFATORE NON E’ FABIO TUIACH MA LO STATO (di Franco Marino)

  1. Pienamente d’accordo. Il solo problema è che i bankster spesso hanno le intere forze dell’ordine (e mercenari privati) che li proteggono. Anche per questo si sentono intoccabili.

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