Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

NARCISISTI CON PENNA E SIRINGA (di Franco Marino)

Sicuramente avrete sentito molto parlare di narcisismo negli ultimi anni. E’ un tema molto di moda. Esistono decine, forse centinaia di pagine e gruppi Facebook sull’argomento. E il motivo è semplice. Molti psicoterapeuti senza scrupoli lucrano – attraverso le pubblicità dei propri siti, le vendite dei propri libri e le proprie consulenze – sulla frustrazione di donne che divulgando senza contraddittorio i particolari delle proprie esperienze sentimentali, definiscono narcisista chi, evidentemente, non ritenendole all’altezza, non ricambia pienamente i loro desideri. In quel caso, non abbiamo a che fare con un narcisista ma semplicemente con una persona non innamorata. Cose che capitano ma definirlo narcisista permette ad una donna di non doversi chiedere se per caso non sia all’altezza di meritare l’uomo dei propri egoistici sogni, senza dare niente di sé.
In realtà, evadendo dalla dimensione isterico-femministica del tema, il narcisismo, dal punto di vista psichiatrico, è una malattia seria. Difficile da riconoscere perché gran parte di coloro che ne sono affetti, hanno tutti i requisiti esteriori per assumere un ruolo di primo piano nella società. Tutte le personalità narcisistiche che personalmente ho conosciuto, sono non solo perfettamente inserite nel proprio contesto lavorativo ma anche provvisti di una grande socialità e di una forte seduttività. Di costoro nessuno sospetterebbe una patologia psichiatrica. Ma ciò non toglie che il narcisista sia uno psicopatico a tutti gli effetti. Che, in quanto tale, può distruggere chi capiti tra le sue mani. Se la potenziale vittima è abituata ad aver a che fare con personalità di quel tipo, ne riconosce il puzzo lontano mille miglia. Già dal “Ciao, piacere, io sono Tal dei Tali”. Se invece è una personalità remissiva e con poca esperienza sul campo, il narcisista può ridurla letteralmente in poltiglia.

Il guaio è quando il narcisista ha un potere. Che può essere politico o finanziario. Oppure mediatico. In quel caso, il meccanismo si traduce in azioni che hanno influenza su una moltitudine di persone. E’ il caso delle sette, di Scientology, delle aziende di multilevel dove torme di poveri disgraziati senza prospettive vengono irretiti con rituali abbastanza tipici in un meccanismo che li trasforma in rivenditori di pentole e tappeti. Ma è il caso anche di chi, oggi, gestisce la vicenda covid. La dimensione narcisistica del potere odierno è tutta nell’arroganza dei principali “maestri di pensiero” e nei virologi in favore di giornale che, attraverso le loro dichiarazioni, peraltro espresse con candore, che “grazie al Covid ho raggiunto la notorietà”, invadono i tubi catodici o telematici. O in quelli che sfilano sul red carpet manco fosse Tom Cruise e poi, dai propri profili, si impancano a dare lezioni di estetica all’universo femminile. In generale, in tutti coloro che, medici o no, da questa vicenda hanno tratto un consapevole tornaconto. Come se si potesse essere fieri di essere diventati famosi grazie ad un evento che ha messo a repentaglio la sicurezza di tutto il mondo.

Ma un particolare mi ha colpito. Quando una blogger che non nomineremo – dato che è famosa per cercare costantemente liti giudiziarie – nel criticare Giordano, ha detto che “Parlando di minacce ai non vaccinati, mette in pericolo anche la mia incolumità” (tradotto “Se mi succede qualcosa, è colpa dei non vaccinati”) ho immaginato quello che io, da due anni a questa parte, in compagnia di milioni di persone nella mia condizione, sto provando come persona non vaccinata, che non ha intenzione di vaccinarsi, che trova ridicolo e pericolosissimo il greenpassismo ideologico nel quale questo paese è caduto, preoccupante la sistematica violazione di interi articoli di una (peraltro contraddittoria e inadeguata) costituzione, avvilente il clima di intimidazione sociale e morale. Tutte cose notabili da chiunque frequenti i social ove ogni giorno scorgiamo carinerie del tipo “Non voglio curare con i miei soldi coloro che non si vaccinano” o proposte di internamento in ospedali psichiatrici dei nocovidvax, oltre ovviamente al profluvio di insulti e diffamazioni ai danni di chiunque non si abbeveri della bevanda politicamente e medicalmente corretta.

Naturalmente, non avendo lo spregio dei diritti delle persone che con la sua prosa da tanti anni mostra al proscenio dei suoi spazi e dunque sperando che a questa blogger non succeda nulla di male, la domanda sorge comunque spontanea. Davvero la signora crede che le accadrà qualcosa perché Mario Giordano, senza manco citarla, ha detto che i no vax vengono minacciati dai provax? Davvero crede la blogger di non aver portato il suo contributo al clima infernale che si vive in questo paese? Davvero pensa che sia una frase di Mario Giordano ad esporla a rischi per la propria incolumità e non, viceversa, vent’anni di veleno riversato su ogni spazio cartaceo e digitale?
Quando Galimberti, personaggio peraltro solitamente pacato, dice cose come quelle dette qualche giorno fa a “In Onda” – e che, se questo fosse un paese serio, gli varrebbero una denuncia per istigazione a delinquere – si rende conto di mettersi al collo un bersaglio come se lo mette la blogger e se lo mettono tutti coloro che, personaggi pubblici o meno, ogni giorno scrivono la qualunque contro chi, al momento, usufruisce di un diritto?

Il narcisismo è l’idea di poter dire e fare quel che si vuole, in totale spregio delle persone con cui ci si relaziona. Poter minacciare ogni giorno le persone, salvo poi stupirsi che si riuniscano e ti facciano, come si dice dalle mie parti, “il mazzo a cappella di prevete”. Pensare che un clima di questo tipo non generi delle reazioni.
Salvo che, come sostiene davvero qualcuno, non sia davvero questo l’obiettivo. Allora questo articolo si sarà rivelato più inutile di quanto non lo sia già di suo.

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FRANCO MARINO

5 commenti su “NARCISISTI CON PENNA E SIRINGA (di Franco Marino)

  1. Credo tu ti riferisca alla pubblicista, spacciata per giornalista.
    Se non facesse la str…., nessuno la calcolerebbe. È l’unica sua “dote”.
    Sono certissima che qualcuno si offenderà più del “dovuto”, prima o poi, ma non sono altrettanto certa che rientri nei piani.

  2. Come sempre anche questo tuo articolo tocca varie tematiche meritevoli ognuna di essere approfondita.. vorrei soffermarmi su un aspetto, probabilmente sconfinando un po’. Mi ritrovo in questo periodo, per vari motivi, ad avere la casa piena di giovani, vanno, vengono.. cerco di essere breve. “Mi faresti un caffè?” Ma in quella semplice richiesta noto un qualcosa, una necessità di parlare e forse più di essere ascoltati e così in una cucina incasinata , davanti ad una tazza di caffè, le parole prima timide escono poi a fiumi. Il malessere interiore di vivere in una società che li plasma, li cresce fin dai banchi della scuola con stereotipi sociali e culturali. Ma anche ,il più delle volte, alla superficialità delle famiglie forse non preparate , anzi certamente non preparate, a questo stravolgimento dei tempi. Gay, etero, cannati, tatuati, culturisti.. ne conosco e ne ho conosciuti molti, ma alla base c’è sempre questa irrequietezza di vivere e dover assoggettarsi ai vari diktat che la moderna società impone. Non tutti ovviamente, c’è chi è forte o ha una solida famiglia alle spalle.. là blogger di cui accenni nell’articolo non è che una squallida espressione della mancanza di valori..

  3. In effetti è incredibile come una gran parte di personaggi pubblici (politici, intellettuali, influencer) si lascino andare a dichiarazioni di puro odio nei confronti di MILIONI di italiani che fino al 2019 gli sarebbero costate fior di denunce. E pazienza se si tratta di giornalai/blogger da due soldi. Ma le parole di Galimberti sono veramente imperdonabili ed inspiegabili.

  4. Purtroppo si…
    Troppa gente, che, prima manco sapevi, esistesse, si è assurta, a, paladina della salute del mondo intero. Dimenticando, chi, con questa scusa, non può lavorare,vivere, o farsi i cazzacci suoi… sé non si buca a comando..

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