Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

NON CREDO ALLE ÉLITE (di Franco Marino)

Chiunque abbia ancora il fegato di interessarsi di calcio, sa che la piaga che sta distruggendo i conti delle società è quella della scadenza contrattuale. Se i contratti dei propri calciatori scadono, le società li perdono a zero. I calciatori ovviamente se ne approfittano per strappare ingaggi ben più elevati. A quel punto o decidono di rinnovare il contratto a condizioni antieconomiche o rischiano di perderli a zero. E’ stato il caso di Donnarumma, forse lo sarà anche di Insigne come lo è stato e lo sarà di tanti altri campioni ai quali i tifosi prima si affezionano per poi vederli andarsene a costo zero. A quel punto entrano in gioco le figure dei procuratori, i quali alimentano un meccanismo che è abbastanza tipico: spingere i calciatori a ricattare la società, al fine di fare nuovi principeschi contratti o con la stessa società o con altre, per poi guadagnare laute percentuali del nuovo contratto. E questo ha fatto nascere l’opinione che il mercato sia nelle mani dei procuratori. Ma non è niente che le società non possano risolvere se lo volessero: basterebbe mettersi d’accordo e dire che non si comprano calciatori a scadenza di contratto e non si fanno affari col procuratore Tal dei Tali e quest’ultimo si ritroverebbe disoccupato. Nella Roma antica si sarebbe definita conventio ad excludendum. Ma ciò non avviene perché le società, con una mano si dicono vittime dei procuratori e con l’altra cercano di avvantaggiarsi dei loro servigi.

Questo sembrerebbe entrarci poco col discorso dell’élite e invece ne spiega il funzionamento. La tesi ufficiale della dissidenza è che ci sarebbe un gruppo di personalità potentissime che dominano il mondo e che soggiogano i governi, costringendoli a fare quel che vogliono loro. Ma è una tesi che non mi ha mai convinto. Che esistano personalità e realtà finanziarie molto potenti è senza dubbio vero ma hanno potere laddove la politica è debole, come in Europa. Dove invece è forte, le cose sono molto diverse. In Russia, chiunque cerchi di ricattare la politica locale, finisce in galera. In Cina finisce fucilato o con un’iniezione letale. In Egitto finisce non si sa dove, nel senso che chi si mette in testa di dare noia a quel paese viene fatto sparire. E infatti proprio per questo, non ho mai creduto che Regeni sia stato ammazzato dagli egiziani. L’Egitto è grande abbastanza per far sparire un cadavere senza dare nell’occhio.

Le élite hanno tutto il potere che viene loro concesso. E non è nulla che i paesi occidentali non possano risolvere in un attimo, se esistesse una volontà condivisa. Se tutti paesi si mettessero d’accordo e decidessero di far fuori i vari Soros, ai Rothschild, Rockfeller e compagnia speculante, a questi ultimi non resterebbe che chiedersi se rischino più di essere ammazzati o ritrovarsi in mutande. E dunque darsela a gambe, ammesso che trovino dove rifugiarsi. Viceversa, questi signori dominano – o meglio, si illudono di dominare – il mondo perché alcuni paesi, governati da classi politiche stolte, vogliono avvantaggiarsi sulle disgrazie altrui né più né meno di come alcune società di calcio cercano di accaparrarsi le prestazioni di un fuoriclasse a parametro zero, servendosi di questi procuratori e senza neanche immaginarsi che un giorno le vittime di quel ricatto potrebbero essere loro stessi. Non vengano a dirci che la speculazione contro la lira operata da Soros e che le rivoluzioni colorate finanziate e promosse da quest’ultimo, siano avvenute contro la volontà dei governi americani che avrebbero potuto impedirle. La verità è che gli speculatori fanno gli interessi dei paesi nei quali gravitano che, viceversa, ci metterebbero un attimo a metterli al muro. Si pensi, tanto per fare un esempio classico, alla famosa lobby ebraica che tutto può, che può far cadere governi, creare crisi finanziarie, cambiare le classi politiche di tutto il mondo. Partendo dal presupposto che la massa di danaro mossa da banche e finanzieri ebrei è molto bassa rispetto al totale globale, se prendiamo i vari finanzieri ebrei che razzolavano in Russia, troveremo che Khodorkowski, noto finanziere di origini ebraiche, è stato messo in galera per dieci anni. Gli altri o sono scappati o hanno subito analoga sorte. Che peraltro viene riservata anche a finanzieri non ebrei. Se negli Stati Uniti la lobby ebraica è così potente è solo perché gli americani hanno avuto interesse a creare uno specchietto per le allodole sul quale scaricare nefandezze che derivano dalla natura stessa del sistema americano, peraltro riproponendo un meccanismo – quello da parte del potere dominante di affidare compiti disonorevoli agli ebrei per poi metterli all’indice ed esporli alle persecuzioni – che nella storia ebraica si ripete da millenni con la regolare sistematicità dell’orologio a cucù. Il giorno che agli Stati Uniti non interessasse più sostenere Israele, per quel minuscolo paese si metterebbe malissimo.

Le élite non esistono. Esiste solo l’avidità dei singoli paesi e quei rapporti di forza che sono la costante della politica internazionale. Perché per lo stolto, Donnarumma acquistato a costo zero e una nazione alleata massacrata da un proprio speculatore, sono un’occasione ghiottissima. Mentre la persona intelligente sa che quando ci si mette nelle mani dei procuratori e degli speculatori, questi oggi ti rendono un servizio, domani il servizio te lo fanno. E allora si mette d’accordo con altre persone intelligenti per isolare i parassiti. I quali lubrificano un meccanismo che si nutre della furbizia delle nazioni che se invece fossero più intelligenti e lungimiranti di quel che sono, potrebbero far cessare domattina, se lo volessero. La vera domanda è: lo vogliono davvero?

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FRANCO MARINO

6 commenti su “NON CREDO ALLE ÉLITE (di Franco Marino)

  1. Sinceramente stavolta non sono troppo convinto di ciò che sostieni. Ormai le Multinazionali del Farmaco (ad esempio) sono veri e propri Stati con Eserciti di mercenari al loro servizio. Senza contare che i Soros o i Gates sono solo i nomi di facciata e pubblici.
    Che gli Stati possano “liquidare” tutto questo, lo trovo estremamente difficile. Ormai questi poteri sovranazionali si sono infiltrati ovunque (Chiesa, Stato, Istituzioni) come la classica piovra mafiosa.

    1. Se c’è unità di intenti da parte dei paesi, questi poteri si possono liquidare con estrema facilità. Ma, se ti può interessare, mi hai ispirato un altro articolo 🙂

      1. ma non si può far nulla se questi poteri mettono a libro paga i politici e decidono loro chi eleggere (vedi Biden negli USA, avresti mai scommesso un centesimo su di lui senza il convergere di forze incredibili a suo sostegno? E chi le ha mobilitate?).

  2. La tesi secondo me è valida solo in certi stati,in altri è praticamente impossibile -vedi Cina o Russia – anzi è più facile il contrario cioè lobbies potenti decidano di fare fuori perfino presidenti come è successo in Usa ….. soprattutto quando la corruzione dilaga a livelli planetari…..poi ovviamente come nell’esempio dei procuratori di calcio potrebbero esistere antidoti ma non ho mai letto di politici per tornare in tema che creano leggi che un giorno potrebbero ritorcersi contro di loro….anzi ogni giorno ne nascono che li preservano da ogni rischio e pericolo complice una magistratura che ha perso deontologicamente il profondo significato di giustizia….questo è il prezzo nel bene e nel male da pagare nelle democrazie o pseudotali……..

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