Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

ANCHE LA VITTIMA PUO’ ESSERE COLPEVOLE (Franco Marino)

Chi ha l’istinto di scrivere su due argomenti, si trova in un certo imbarazzo perchè si rende conto che due articoli al giorno sarebbero troppi e che verrà letto solo se quegli argomenti rimangono caldi. Il giorno dopo, sono già dimenticati. Così, mi trovavo a dover scrivere due articoli: uno sulle parole del Capo della Polizia Giannini che si scaglia contro i non vaccinati e l’altro sulle parole della Palombelli che ha detto, testualmente, ricordando le sette donne ammazzate nei sette giorni, “Bisogna chiedersi se le donne hanno avuto un comportamento esasperante”. Fin quando non ho scoperto il filo comune che mi ha risolto il problema perchè le parole della Palombelli rispondono a quelle di Giannini, contestando un dogma: le vittime non sono mai colpevoli. E il ragionamento alla base del dogma, ovviamente fa acqua da tutte le parti.

Il diritto stesso, nel momento in cui distingue le cause attenuanti da quelle aggravanti di un omicidio volontario o preterintenzionale, riconosce che la vittima può avere influenza sul fatto delittuoso. Certamente una donna che non vuole stare più con un uomo che gliene ha combinate di cotte e di crude nonostante lei si sia comportata sempre bene, o che le ha usato violenza, è sempre e solo una vittima. Ma le dinamiche relazionali sono sempre più complesse di come si vorrebbero descriverle e non sempre all’omicidio si arriva sempre e solo per colpa di una parte.
A tal proposito, mi ricordo un fatto di cronaca in cui conoscevo vittima e assassino. Dunque le circostanze che portarono a quell’omicidio. La vittima, dipinta da tutti i giornali come una creatura angelicata in balia del bruto, da mesi dopo aver interrotto una relazione derideva in pubblico e in privato il suo venturo assassino sulla sua dotazione sessuale ritenuta non all’altezza. Fermo restando che la galera sia sacrosanta perchè un omicidio resta tale, non mi sembra lesa maestà dire che la ragazza se la sia cercata. Come non lo è sostenere che, se si stanno formando dei nuclei di resistenza armati e di natura terroristica ed esistono venti milioni di persone che manifestano tutti i giorni sulle strade e sui social, forse lo Stato invece di passare ogni dì a svillaneggiare ed intimidire la dissidenza, dovrebbe chiedersi se in questi anni non si sia consumata una sistematica provocazione da parte del potere ai cittadini.

Personalmente, non ho Putin o qualche setta internazionale che mi detta i pezzi pagandomi sottobanco. E non appartengo a nuclei rivoluzionari. Ma sono incazzato nero e sento covare dentro me istinti che mai mi sarei aspettato. E diversamente da chi sfotte l’ipotesi che dietro la dissidenza vi sia un progetto terroristico, io non lo escludo affatto. Anzi, trovo persino anomalo che dopo anni di provocazioni, non vi siano stati ancora significativi atti di violenza. Perchè quando milioni e milioni di persone, attraverso i giornali, le televisioni e la rete, appellano come criminale – con l’avallo delle istituzioni – chi rifiuta di sottoporsi ad un trattamento sanitario obbligatorio, fino ad escluderlo dalla vita sociale, vi dovete rendere conto che il fatto che nascano delle resistenze, in un paese normale, non è la stranezza. E’ la regola.
A quel punto, se qualcuno spara a Draghi, alla LaMorgese, a Mattarella, a Burioni o a Bassetti, magari ammazzandoli, a cosa serve dire che “gli assassini hanno sempre torto”?

Chi detiene responsabilità così elevate, deve sapere che lo stato democratico non è un’entità divina calata dall’alto ma un patto sociale tra cittadini uguali in diritti. Orfini non può permettersi, mentre l’intero paese è sotto chiave, di ribadire il suo diritto ad entrare in Parlamento senza Green Pass, perchè così non farà che provocare un popolo che aspetta solo un pretesto per farla pagare alle tante marie antoniette che occupano i posti di potere. Perchè se una delle parti si sente vessata e l’altra tenta di ricongiungerla a sè con violenza, è inevitabile che il violentato reagisca. Perchè questa storia sta provocando drammi sociali. Gente che si suicida, parenti che si tolgono il saluto, amici pluriennali che si scoprono nemici in un’insana e lurida guerra civile, posti di lavoro persi o sospesi, in una piega kafkiana che vede i renitenti alla leva vaccinale accusati di cose così turpi da far bollire il sangue persino a chi notoriamente è di indole mite e pacifica. Io, una persona innocua, inoffensiva, che nella vita non si è mai reso protagonista di azioni violente, improvvisamente, per il semplice fatto di non volermi fare questo vaccino, vengo etichettato come mostro, incivile, assassino, vigliacco, delinquente. E non dallo sconosciuto leoncino da tastiera ma da parenti e amici. Sorte peraltro comune a tutti quei milioni di persone che non si vogliono piegare agli ordini di cupole sanitarie e “bankster” vari. E la domanda sorge spontanea: ma davvero Lamberto Giannini, che per essere capo della Polizia, ovviamente non può essere uno stupido, crede che questa cappa non possa portare ad azioni violente?

Io non so se in questo paese si arriverà ad una guerra civile. Secondo me ci si va a vele spiegate, altri sostengono che gli italiani siano un popolo di pecoroni che non si ribelleranno mai. Di certo, quando a tutte le ore del giorno e della notte, chi detiene il potere, attraverso le sue innumerevoli diramazioni, provoca i cittadini con parole di fuoco, se poi ci scappa il morto, l’assassino rimane sempre un assassino. Ma la vittima se l’è cercata. Specialmente quando non è detto che la vittima sia davvero tale.
La Palombelli ha semplicemente ribadito un principio sacrosanto: anche la vittima può essere colpevole. Perchè ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Se chi reagisce non ha sempre ragione, chi subisce la reazione deve fare di tutto per evitare di provocare quell’azione. Se non lo fa, anch’essa contribuisce alla sua sorte.
Se in questi mesi dovessero accadere fatti delittuosi ai danni delle istituzioni, non vi affannate a cercare dei colpevoli in Russia o in fantomatiche associazioni di suprematisti americani. Se qualcuno perde la testa e vi spara non è perchè glielo dice Putin.
Ma perchè state distruggendo un paese.

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FRANCO MARINO

3 commenti su “ANCHE LA VITTIMA PUO’ ESSERE COLPEVOLE (Franco Marino)

  1. Giusto.. mi sembra ovvio..se uno provoca e riprovoca prima o poi si aspetti una reazione. In famiglia, e siamo tanti, non siamo vaccinati , solo due per non perdere il lavoro hanno subito il vile ricatto entrambe avevano già avuto il covid, curato a casa. Non abbiamo problemi tra noi, ma chi non si è sottoposto all’inoculazione incontra difficoltà sul lavoro che bella vita sociale. Io non so fino a che punto il popolo italiano potrà sopportare questo delirio di dittatura, o fino a che punto sia cog…ne, ma so benissimo cosa vorrei, farei e spererei …. Ma non si può dire

  2. Sante parole. 100%condivisibili. Complimenti per la sintesi. Perché di sintesi si tratta: una sintesi degli ultimi 20 anni di governi, tecnici o di emergenza che siano stati.

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