Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

GLI SCIENZIATI NON SONO PER FORZA BRAVE PERSONE (di Franco Marino)

Quando ero ragazzino, avevo una motocicletta – la gloriosa Moto Guzzi Nevada – che ad un certo punto prese a non funzionare più come si doveva. La portai da vari meccanici i quali si prendevano un fottio di soldi per risolvere solo sul momento il problema in modo che si ripresentasse in seguito. Finchè un giorno mi scocciai e decisi di fare da solo. Chiesi aiuto su un forum dedicato a quella moto, descrissi con dovizia di particolari il problema e un altro appassionato che aveva avuto lo stesso identico problema alla centralina – diversamente da me, però, sapeva metterci mano – molto gentilmente mi contattò in privato e mi guidò per videotelefono, dicendomi come risolverlo. Io applicai alla lettera le sue istruzioni e lo risolsi. Definitivamente.
Quell’esperienza mi ha dato una sana diffidenza nei confronti di qualsiasi esperto che campi della sua materia di esperienza. Un esperto di moto ne capisce sicuramente molto di più di uno che esperto non è. Ma proprio per questo a volte può approfittarsene molto facilmente. E se qualcuno sostiene che sia possibile affidarsi ai feedback e alle referenze, forse ignora quel suggerimento proverbiale secondo cui “Prima fatti la nominata e poi vendi il vino aceto”. Molti all’inizio si creano una fama, poi iniziano ad approfittarsene. Allungando il vino.

Quando abbiamo a che fare con i medici, in automatico siamo portati a pensare che siano brave persone, dotate di grande moralità. La figura del medico gode di un’indiscutibile prestigio morale. E quando un’intera classe politica ripete all’unisono che bisogna affidarsi alla Scienza (come se fosse una e indivisibile) lungi dal limitarsi ad affermare una sesquipedale scemenza, mostra esattamente quanto dura a morire sia il pregiudizio positivo – smentito dalla storia in più di una circostanza – che la scienza possa essere composta solo da persone oneste e ben disposte.
Naturalmente, in questo articolo non si vuole crocifiggere in massa i dottori in medicina nè tantomeno consigliare alle persone di rivolgersi ai fattucchieri. Anzi, io personalmente non ho un rapporto conflittuale con nessun medico perchè non li ho mai sopravvalutati nè nel bene nè nel male. Non mi metto mai sull’attenti ogni volta che Burioni pontifica qualcosa su Twitter e allo stesso modo non mi aspetto mai l’impossibile dai suoi colleghi. Mio padre aveva 67 anni quando si ruppe il femore, e aveva il morbo di Parkinson. Che in quelle condizioni tornasse non dico a giocare a tennis come da giovane ma che almeno recuperasse un’accettabile normalità era impensabile. Non ho mai preteso, per dire, che il neurologo che curava la malattia di mio padre e il fisioterapista che ne seguiva la riabilitazione dopo la frattura, lo guarissero. E se avessi preteso questo da un esperto, avrei meritato le peggiori contumelie. Che anzi, se si fosse espresso in questo modo, la prima cosa che avrei fatto è controllare se non fosse un impostore.
Realisticamente, ho sempre visto i medici come dei supermeccanici del corpo umano che spesso e volentieri si vedono consegnare macchine ridotte una schifezza da pessimi piloti. O semplicemente usurate dall’ineluttabile trascorrimento degli anni. Il problema è che spesso, proprio come i meccanici, i medici, consapevoli del proprio ruolo, possono anche speculare su un paziente, rovinandogli la vita. Tutto sta nel saperlo e nel saper riconoscere i disonesti. Che esistono in qualsiasi branca dello scibile umano. Come nella gag di Ficarra che dice a Picone “Quello del medico è un brutto mestiere perchè se guarisci il paziente lo perdi ma lo perdi anche se muore. Infatti il segreto è tenerlo in agonia”.

Al riguardo del Covid, esiste il pregiudizio positivo che i medici siano tutti interessati al bene dei pazienti. Che gli scienziati vogliano davvero contribuire al progresso della medicina. E questa presunzione è semplicemente ingenua. Non perchè la medicina sia composta da farabutti ma perchè è fatta da esseri umani. Con le loro vanità e con i loro interessi. Con i loro sfizi da togliersi. E questo non è un problema solo della medicina.
Si è spesso, per esempio, scritto sull’importanza che in questo paese “tornasse di moda la competenza” e si è dunque molto corsivato sulla fattuale incompetenza dei grillini. O anche di alcuni sindaci come la Raggi, per esempio. Dimenticando che quella povera signora, apparsa sin dalla campagna elettorale chiaramente inadeguata al compito, pur tuttavia ha ereditato una città ridotta allo sfascio non da lei ma dai cosiddetti competenti. Che però hanno messo la propria competenza al servizio dei propri interessi e dunque a danno della collettività.
Ora che c’è Mario Draghi tutti applaudono alla competenza che è tornata a Palazzo Chigi. Dimenticando che il punto non è se Draghi sia o meno competente ma se sia davvero intenzionato a fare il bene esclusivamente o quantomeno prevalentemente di questo paese. Cosa niente affatto scontata. E’ sufficiente che Draghi sia convinto che l’Italia vada liquidata in nome di un interesse superiore ed ecco che questo paese verrà distrutto. Da un competente.

Essere esperti non è garanzia di onestà. Come i politici, anche i medici non sono santi ma sono professionisti. Sono come dei meccanici, solo che invece di riparare le moto, vengono pagati per riparare il corpo umano. E potrebbero benissimo, in nome del profitto, tenerlo in agonia come nella gag di Ficarra e Picone, esattamente come quel meccanico si faceva pagare per non risolvere il problema della mia moto.
Non occorre affidarsi solo ad un bravo medico. Ma anche ad un medico interessato prima alla salute del paziente che a quella del suo conto corrente.
E mai come nel caso del covid, la scienza è oberata di sospetti sulla propria moralità.

FRANCO MARINO

2 commenti su “GLI SCIENZIATI NON SONO PER FORZA BRAVE PERSONE (di Franco Marino)

  1. Hai toccato un tasto dolente. La Sanità in Italia è stata smantellata da tempo dai soloni della sinistra. Era un nostro fiore all’occhiello, sono anziana per cui ho ricordi indietro nel tempo, tempo in cui gli ospedali, forse non tutti ovviamente, fornivano agli utenti eccellenze e professionalità. I medici di base avevano fatto del giuramento di Ippocrate la loro legge. Erano preparati e curavano a domicilio. Ora sappiamo tutti come siamo ridotti. Chi può ricorre ai privati, alle cliniche, ai centri diagnostici anche se solo per fare analisi. I tempi di attesa nelle strutture pubbliche sono biblici e c’è molta incompetenza nonché menefreghismo. Con il passare degli anni i medici sono stati corrotti dalle varie case farmaceutiche in cambio di viaggi di lusso all’estero e, peggio ancora, soldi, denaro per ogni vaccino somministrato o per spingere farmaci. Col covid la cosa è diventata palese, il governo italiano ci ha venduto quali cavie sperimentali , ovviamente il sistema sanitario si è assoggettato, quei pochi medici che si ribellano cercando cure alternative, risultate poi efficaci e non costose, vengono perseguitati e addirittura dimessi se non radiati dall’albo. De Donno ne è l’esempio più eclatante.. data questa situazione io non mi fido, non sono in salute ma non mi rivolgerò ad alcuna struttura pubblica, non mi vaccinerò, non intendo fare tamponi.

  2. Da non vaccinato…e con problemi…(spero), che, il mio medico di base, sia , tra quelli che, rischiano, magari il posto, ma curino, invece che vaccinare
    È già sufficiente la coda …(alla vaccinara)👍😉💪

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