Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

I TESTIMONI DI GEO-VAX (di Franco Marino)

Sin da piccolissimo, ho un’idiosincrasia totale per il cavolfiore e in generale per tutte quelle verdure che appartengono alla medesima famiglia. Già solo la vista mi disgusta, l’odore è sufficiente a nausearmi e il sapore che ve lo dico a fare. E’ tale il fastidio che mi dà il cavolo che neanche la prospettiva di sapere che è un ottimo alimento antitumorale riesce a farmelo piacere.
Ricordo che tutti ci hanno provato in tutti i modi a propormelo, dicendomi “Francesco, guarda che è buono il cavolo” e ricevendo in cambio l’immancabile risposta: “Già il fatto che hai bisogno di dirmi che è buono, è una garanzia che anche tu sai che fa schifo”. Infatti quando poi qualcuno cucina le cotolette o compra la mozzarella di bufala, non ha certo bisogno di salmodiarne la bontà. Sono io stesso a gettarmi su di esse a capofitto.
Certo, poi i gusti cambiano. Io il pesto alla genovese l’ho mangiato per la prima volta a ventitre anni. Non ho avuto bisogno che qualcuno mi convincesse della sua bontà. L’ho scoperta da solo.


Queste bagattelle in fondo conviviali e familiari mi hanno sempre dato la contezza di una cosa che non mi ha mai abbandonato neanche in vicende ben più serie. Ho sempre diffidato, per esempio, delle pubblicità. Da persona che se ne occupa per mestiere, dovendo massimizzare i profitti delle comunità virtuali che si affidano a me, tutto ciò che ho capito della pubblicità è che quanto più si deve spendere per pubblicizzare un prodotto, meno quel prodotto è appetibile. Un prodotto che funziona non ha bisogno di pubblicità invadenti, aggressive: si pubblicizza da solo. E’ la gente ad andarlo a cercare, non aspetta che arrivi il messaggino pubblicitario. Quando qualche anno fa mi affidarono la campagna promozionale di un e-commerce di telefonini, con soli 200 euro di spesa praticamente ottenni centomila like su facebook. Con l’e-commerce ben lieto di retribuirmi generosamente per il mio lavoro. La verità è che io non avevo alcun merito, erano i prezzi dei telefonini ad essere particolarmente concorrenziali, si era sparsa la voce e quel negozio era stato inondato da richieste. E io mi sono intascato un premio ben oltre i miei effettivi meriti.
Lo stesso principio ha regolato il mio rapporto con la religione. I momenti in cui sono stato più lontano da essa è stato quando si cercava di aggredire i miei dubbi di scettico, facendomi sentire fuori posto, quasi come se l’ignorante fossi io, non chi crede a verità non dimostrate e non dimostrabili. Quando invece le persone che volevano convertirmi, avevano l’aria sincera di volerlo fare per il mio bene, quello è il momento in cui mi sono avvicinato di più.


Per il covid si potrebbe fare il medesimo discorso. Se fosse la malattia pericolosa che è, non ci sarebbe bisogno di comunicazioni aggressive, di programmi ad esso dedicati, di testimonial che a tutte le ore del giorno e della notte ci tempestano sulla pericolosità di questa malattia e sull’importanza di vaccinarci.
La realtà, pura e cruda, è che il covid è una malattia di modestissima entità, resa pericolosa soltanto dalla sua elevata contagiosità. Per il resto, è un banale virus influenzale che nella stragrande maggioranza dei casi si risolve in una guarigione totale, spesso persino spontanea. E i cui effetti sono confinati prevalentemente a persone già predisposte. Se invece di essere la malattia che è, fosse pericolosa come l’HIV e provocasse le medesime sofferenze, state pur tranquilli che non ci sarebbe bisogno di tutto questo terrorismo a tutte le ore. Io non ho avuto bisogno di ordinanze, di DCPM, di sguardi corrucciati per sapere che l’AIDS è una malattia pericolosa. Mi è bastato vedere Freddie Mercury sfarinarsi davanti ai miei occhi di fan quando vedevo i video promozionali delle sue ultime canzoni. O andare con la scuola al Cotugno a visitare i malati di AIDS. In quel momento ho capito la gravità della situazione e dunque ho preso le mie precauzioni, cercando di non andare a letto con la prima zoccola che conoscessi e per fortuna, almeno sul versante delle malattie sessualmente trasmissibili, sono sempre stato sano come un pesce.


Quando qualcuno ci decanta le sue virtù o le qualità negative dell’avversario, la prima reazione della persona saggia è diffidare. Le virtù non si decantano, esistono. E nella propria essenza, conquistano il favore del destinatario. Le “virtù” negative del covid ad oggi sono confinate prevalentemente nell’aggressiva comunicazione dei virologi di propaganda. Un giorno ci viene detto che il covid così, il giorno dopo che il covid cosà. Quelle del vaccino ad oggi sono confinate prevalentemente nella spocchia e nell’arroganza di coloro che si sono vaccinati. Perchè per il resto NESSUNO può garantire il vaccinando circa la mancanza di effetti a lungo termine, tant’è che le principali case produttrici, all’atto della vaccinazione, fanno firmare ad ogni vaccinato una malleva che le esonera da eventuali responsabilità penali. Nè più nè meno di quando, dopo avervi rimbecillito sui benefici di un determinato farmaco, a velocità supersonica vi vengono elencati a voce o per iscritto gli effetti collaterali.

Se i teorici del vaccino fossero educati, pacati, se non cercassero di fare terrorismo psicologico a tutte le ore in TV, non dico che mi convincerei che effettivamente ci troviamo di fronte alla peste del secolo – perchè una baggianata rimane tale anche se presentata con educazione – ma forse avrei qualche dubbio in più. Invece hanno scelto una comunicazione suicida, hanno trasformato il covid e il vaccino in una religione – fino a perseguitare il povero De Donno, oggetto in questi giorni di tweet e di post sui social vergognosi sul suo conto – e il risultato è che, come in ogni religione, si è creato un ampio fronte di non credenti. Che non si convertono certo con le stramaledizioni. La verità non ha bisogno di urlare, di minacciare, di insultare. E la realtà è che, come accadeva quando mi vantavano le virtù del cavolo, quando qualcuno insiste troppo nel convincermi di qualcosa, ottiene l’esatto opposto.
A tutti gli altri auguro una buona permanenza nella sala del regno dei Testimoni di GeoVax.

FRANCO MARINO

6 commenti su “I TESTIMONI DI GEO-VAX (di Franco Marino)

  1. La penso esattamente allo stesso modo. Più cercano di convincermi e più divento diffidente, ma sono talmente stupidi da non capirlo
    Il fatto poi che vogliano farci credere di tenere particolarmente alla salute del popolo, facendo passare il c d. Vaccino come la cura miracolosa per un banalissimo virus influenzale, non solo non mi convince sapendo benissimo di che pasta sono fatti, ma mi fa sbellicare dalle risate vedere come si agitino e si scaldino con i loro patetici tentativi….

  2. Pienamente d’accordo. Basterebbe usare un briciolo di razionalità, come fai tu, per comprendere l’assurdità della situazione

  3. L’unico vaccino utile che sono stato obbligato a fare… è stato nel lontano 68….
    Ma quello funzionava davvero..mai più preso neanche un raffreddore per 20anni..
    Questi invece.. giocano sulla pelle, e le tasche della gente… .

  4. In generale quando una persona offre consigli non richiesti e cerca di convincere qualcun altro con insistenza, è probabile che stia cercando di convincere in primo luogo se stessa.
    Quando a farlo è il potere, c’è dietro una fregatura al 100%.

  5. purtroppo non ho avuto il “piacere” di incappare qualcuno che offendesse De Donno, altrimenti mi sarei beccato un triplo ban con chiusura immediata del profilo facebook e comunicazione alla Santa Inquisizione.

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