Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

VADEMECUM PER SMONTARE L’INTEGRALISMO VACCINISTA (di Franco Marino)

Non esistono tesi giuste o sbagliate, esistono argomentazioni che le avvalorano e argomentazioni che le svalutano. La tesi che sia necessario obbligare un intero paese a vaccinarsi può essere giusta o sbagliata. Conta la qualità delle argomentazioni. Se un genitore vieta ad un figlio adolescente di frequentare cattive compagnie, non lo fa certo per il suo male. Il figlio che gli rispondesse “Non voglio darti ascolto perchè voglio che tu rispetti la mia libertà individuale”, squalificherebbe la sua tesi. Intanto perchè, essendo un minore, le conseguenze di far parte di cattive compagnie si abbatterebbero sui genitori. E in secondo luogo perchè semplicemente rischierebbe pericolose conseguenze anche lui. Di fronte alle quali è sicuro che l’intervento del genitore sia salvifico.
Gli antiobbligazionisti forse non se lo ricordano ma esistono vaccini obbligatori. Per esempio quello contro la poliomielite, contro il tetano, contro l’epatite B. Sono vaccini che vengono resi obbligatori da un dato puro e semplice che è facile da spiegare: il bambino non ha colpe se i genitori decidono di non vaccinarlo. Non ha certo la facoltà di decidere se affrontare una vaccinazione o correre il rischio di finire su una sedia a rotelle per la poliomielite.

Questa è un’argomentazione che, se fosse posta, sarebbe sensata. E che probabilmente non piacerà ai no-vax ma che io, che come è noto certamente non appartengo agli ideologi dell’obbligazionismo vaccinale, sposerei in pieno. Il problema è che purtroppo gli arieti mediatici dell’obbligazionismo difendono la tesi dell’obbligo in maniera talmente sbagliata da far giungere alla conclusione che sia la tesi stessa a fare acqua da tutte le parti.
I capisaldi sono: “Devi vaccinarti perchè in questo modo mi proteggi”, “Bisogna tutelare gli immunodepressi”, “Se non ti vaccini favorisci la diffusione di nuove varianti”, “Non sei laureato in medicina, quindi non puoi esporti”.
Quattro scemenze una in fila all’altra.

Sulla prima non si dovrebbe neanche discutere. Se il vaccino funziona davvero, il vaccinato può tranquillamente disinteressarsi che io sia vaccinato o meno. Non è certo un problema suo. E’ un problema degli altri vaccinati. Che certamente si assumeranno sulla propria pelle la responsabilità della scelta di non vaccinarsi. Come me la assumo io. Se un vaccinato deve temere un non vaccinato, in realtà non è davvero vaccinato.
Sulla seconda, che è l’unico appiglio su cui condurre il ricatto morale, rispondo con un doloroso riferimento alla mia vita affettiva: mia madre, malata di cancro, sotto chemio, dunque immunodepressa, faceva regolarmente l’antinfluenzale. E se andate al Pascale di Napoli, osserverete che tutti i pazienti oncologici si stanno vaccinando.
Questa storia che gli immunodepressi non possano vaccinarsi e che in generale non possono vaccinarsi contro il covid, è una cazzata. O, come si dice oggi, una fake news.
La terza poi è semplicemente ridicola. In che modo, da non vaccinato, favorirei la diffusione di nuove varianti? Se contraggo un virus e dunque divento contagioso, significa che semplicemente il vaccino copre solo la variante a cui gli altri sono vaccinati. E se esistono numerose varianti, in che modo si può pensare che vaccinandosi ripetutamente si risolverà il problema?


La quarta è l’immancabile risposta spocchiosa con cui i teorici del medicalmente corretto zittiscono chiunque osi contraddirli: non sei laureato in medicina, non hai titolo per parlare.
A questi ultimi in particolare occorrerebbe ricordare che a fare di una persona uno scienziato – il termine scienziato poi, di per sè, non significa nulla – non sono i titoli ma i fatti. Intendiamoci bene, sicuramente i presupposti che un laureato in medicina ne capisca di più di uno che laureato non è, sono innegabili. Ma questo non esclude che il non laureato possa aver letto libri, essersi informato, aver studiato per conto suo. Tanto che esistono proprio per questo le lauree honoris causa, date a chi, senza aver frequentato un regolare corso di studi, ha accumulato conoscenze tali da essere equiparabili a quelle di un laureato. E, per la cronaca, hanno il medesimo valore legale di una laurea ottenuta frequentando un corso universitario.

Se io fossi un obbligazionista, sicuramente userei – se fossero vere – queste argomentazioni: le cure contro il covid costano troppo, dunque se non ti vaccini e ti ammali, gravi sulla sanità. Dunque “costi eccessivi della cura rispetto al vaccino” e “estrema pericolosità del virus, tale da ammazzare praticamente nove volte su dieci”. E nessuna delle due si applica al Covid.
In realtà le cure sono molto blande e costano pochissimo. Il virus è talmente pericoloso che se lo prendi muori. In realtà non è così: dati alla mano, il virus ha una mortalità dell’1%. A voler essere eccessivi.
L’unica argomentazione che mi aveva messo un po’ in crisi è quella delle saturazione delle terapie intensive. Su cui tuttavia è stato fatto molto sciacallaggio e su cui la Cina ha risposto costruendo in meno di un mese decine di ospedali.

Le tesi dell’obbligo vaccinale sono difese con pessimi argomenti e, soprattutto, con un’arroganza e una violenza tale che più dell’emergenza rappresentata dai non vaccinati, ho paura che presto ne dovremo affrontare un’altra.
Quella degli eredi di Mengele.

FRANCO MARINO

7 commenti su “VADEMECUM PER SMONTARE L’INTEGRALISMO VACCINISTA (di Franco Marino)

  1. Certamente è giusto ciò che scrivi. Da parte mia non sono una no vaccini ne riconosco l’utilità anche in quelli da te elencati, tant’è che tutti i miei figli e nipoti sono vaccinati. Ma contesto e disapprovo che ora in un bimbo appena nato debbano essere somministrati ben 10 vaccini, perché? Perché distruggere il sistema immunitario dei neonati e se ne vedono le conseguenze . E veniamo al covid.. quelli di cui tanto si parla e che con un vile ricatto ci vengono imposti per “poter essere liberi” (ci rendiamo conto ) in realtà si tratta di un siero sperimentale, cosa confermata ormai, di cui nessuno, non le case farmaceutiche che si fanno firmare una liberatoria, non lo Stato che aggira il problema con il lascia passare, non i medici, si prende la responsabilità degli effetti collaterali, compreso il decesso, che a breve, medio, lungo termine potrebbero manifestarsi.. un crimine imporlo ai bambini.. veramente io li manderei tutti sotto processo.. la storia non ci ha insegnato nulla, Hitler, Mengele, rivivono in questa dittatura e noi non vaccinati saremo marchiati con un’altra stella magari non gialla come gli ebrei, forse rossa.. evviva il popolo francese sempre pronto a far la rivoluzione , noi rimarremo l’eterno popolo dei vinti

  2. Il virus ha una mortalità dell’1% in totale, ma se guardiamo i dati suddivisi per fasce di età vedremo che al di sotto dei 40 anni di età la sua mortalità è praticamente zero.
    Basterebbero questo dato per mandare all’aria le manie obbligazioniste di certe persone.

    Attualmente (luglio 2021) stanno morendo più persone in incidenti stradali che a causa del covid, quindi se avete paura di morire di covid vi consiglio di non salire più su alcun mezzo di trasporto che viaggi su strade pubbliche, acquistate un elicottero piuttosto!

    Io poi non capisco proprio la paura dei vaccinati nei confronti dei non vaccinati, questo va oltre le mie capacità intellettive. In teoria il vaccino serve proprio a proteggere il singolo che lo assume. Perché dovrei vaccinarmi se poi rischio comunque di ammalarmi? Così corro il doppio dei rischi, no?

  3. Da biologo che non ha (per ora) nessuna intenzione di vaccinarsi aggiungo un’osservazione: il punto 3) degli obbligazionisti, che riguarda l’emersione di nuove varianti, è l’unico sensato – se sussiste una popolazione non immune in cui il virus continua a circolare, c’è sempre una probabilità di fondo che a un certo punto il virus muti ed emerga una nuova variante; in questo senso, è vero che avere il 100% della popolazione vaccinato toglierebbe l’ossigeno alla brace. Però il non detto è che il SARS-CoV-2 non infetta solo gli umani, ma anche gli animali, inclusi quelli domestici; anche se noi umani fossimo tutti immunizzati, quindi, continuerebbe a circolare nell’ambiente e il rischio che emergano nuove varianti resistenti ai vaccini attuali non sparirebbe. Al momento proprio non ci sono dati affidabili per dire che “fatta l’iniezione sei a posto una volta per tutte”. Lo scenario più probabile, se mai, è che di qui a qualche anno il SARS-CoV-2 diventerà un altro dei tanti virus parainfluenzali, con un tasso di mortalità tra le fasce non a rischio risibile, e la vaccinazione sarà da ripetere annualmente, come appunto quella anti influenzale e per gli stessi motivi.

    1. Ma veda gentile Alfeo, nel ringraziarla intanto di essere intervenuto, io ci terrei a dire che la questione in sè non è neanche tanto sulla gravità del virus o meno. Io, che questo virus possa essere più insidioso di altri, ci credo anche.
      A me quello che preoccupa è che questa emergenza sta inaugurando una pericolosissima prassi: quella per la quale si possono sospendere i diritti costituzionali ad ogni emergenza e che a molti convenga che si passi da un’emergenza all’altra. Oggi sanitaria, domani climatica? E che dunque, emergenza dopo emergenza, questo sia nient’altro che un pericolosissimo pretesto per fare cose che in situazioni normali verrebbero considerate crimini contro l’umanità.
      A me quello preoccupa. Di dissertare di virus e vaccini ho poca voglia. Non con Lei nello specifico che è stato così cortese da pubblicare il suo commento. Ma in generale con tutti. Perchè il problema non è il virus ma il pretesto indotto dal virus.

      1. Siamo d’accordo su tutta la linea, al momento il problema è al 99% politico e (per riflesso) mediatico. Peraltro, avrei più rispetto per un governo che in stato di emergenza conclamata obbligasse tutti i cittadini alla vaccinazione per legge; decisione da stato etico, sì, ma per lo meno coerente e trasparente. Le campagne di propaganda “soft” che vediamo ora, basate sulla manipolazione e il senso di colpa indotto, sono invece quanto di più spregevole.

        Per il resto, come darle torto – di COVID si parla e straparla già fin troppo. Ma giacché ci troviamo, nostro malgrado, a dover difendere una scelta personale che in circostanze normali non avrebbe neppure bisogno di esser difesa, ho solo voluto portare un argomento aggiuntivo da usare quando la folla con torce e forconi si presenta gridando “Dagli all’untore”. Sai mai che qualcuno ascolti…

        PS diamoci pure del tu, siamo più o meno coetanei.

  4. Non sono un no vax. Ma se veramente questo virus fosse così grave e letale avrebbero permesso lo svolgimento degli europei di calcio cosi come si sono svolti?

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