Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

IL PESSIMO SPETTACOLO DELLE TIFOSE (di Clara Carluccio)

La troia in perizoma che gridava “viva l’Italia”, scuotendo le tette davanti a sconosciuti che la filmavano, e che è poi finita su tutti i canali Telegram possibili e immaginabili, è la vergogna di questo Paese. Il degrado fatto persona, anzi, fatto culo. Un culo che sporge dal finestrino di una macchina. 

L’Italia vince gli europei e cade la maschera del femminismo di facciata. Le donne vogliono essere riconosciute per il loro valore interiore,  perché ne hanno abbastanza di essere unicamente sessualizzate. Certo, come no! Sicuramente pensava questo, la poetessa che si stava facendo penetrare da dietro, suonando la trombetta, felice di mostrare le cosce al mondo del web. Dall’espressione compiaciuta, la signorina non sembra lamentarsi della famosa mascolinità tossica, quando il cavernicolo, con la faccia ingrugnita che la monta, le infila le dita in bocca, facendola sembrare una bestia col morso. 

Patriarcato? Eh sì, proprio l’emergenza dei nostri tempi. Le donne portano con tanta fatica il peso dell’oppressione maschile che basta qualche goal per trasformarle, da vergini dolci e morigerate, in tante Roxi, Eva, Celeste, Vaioleth, tarantolate, a luci rosse, che sfogano le loro sofferenze per strada. 

Care donne, so che non vi piace quello che diciamo, ma se continuate così, finite solo male. Smettetela di dare retta alle stronzate femministe, che vi stanno solo trasformando in un esercito di baldracche. A meno che non lo siate già e aspettiate solo l’occasione giusta per manifestarvi. 

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“La colpa non è mia, di dove andavo, di come vestivo, uomo, lo stupratore sei tu”, gridano le attiviste a tutte le manifestazioni. Ora, femministe e progressisti possono fare gli ipocriti quanto vogliono, ma se la vacca sulla macchina, coperta solo da un perizoma, fosse stata trascinata fuori da un branco di ubriachi e violentata in mezzo alla strada, quella, non sarebbe stata una povera vittima. Vittima ha rischiato di esserlo la quattordicenne che a Viterbo, mentre aspettava l’autobus, è stata avvicinata da un africano con la cerniera dei pantaloni abbassata, che le ha chiesto più volte di appartarsi con lui. Queste, sono le vere molestie, non quel reato immaginario che voi chiamate Catcalling

La comunicazione è verbale, ma anche corporale. Un’esaltata che si spoglia nuda in pubblico lancia un messaggio: voglio essere vista, voglio provocare. Ogni donna adulta sa che la nudità eccita l’uomo, dunque, se viene volontariamente stimolato, perché costui non dovrebbe cogliere l’occasione? Ah, giusto, deve aspettare il consenso della signora. Ci sono anche uomini violenti che non aspettano il vostro permesso per farvi del male, lo sapete? E non li fermerete con i vostri ridicoli slogan. 

La prima raccomandazione che fanno ai corsi di autodifesa è quello di evitare le situazioni di pericolo. Voi, invece, stupide come siete, credete di poter andare dove volete, vestite come volete, facendo quello che volete, credendo che basti qualche discorsetto sul consenso per convincere un delinquente a lasciarvi stare. Tra la malafede delle femministe e la vostra ignoranza, non so cosa sia peggio. 

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A ogni modo, spero vi siate divertite abbastanza. Da giorni si parla di un nuovo lockdown e, con il Paese intero per strada a festeggiare, possiamo stare certi che ci tormenteranno con i nuovi contagi. In molti, non a caso, hanno commentato l’evento evocando il detto Panem et Circenses. Perché un popolo ignorante, composto per la maggioranza di puttane, trogloditi, e lobotomizzati dalla propaganda, non arrivano a capire che questo momento di gioia ci costerà caro. Non si accorgono del potere che hanno di rovesciare il regime. Passata la nottata da liberi cittadini, ammassati uno sull’altro senza minimamente preoccuparsi della falsa pandemia e, la mattina dopo, sono di nuovo in mascherina, mani igienizzate e metro di distanza. Festeggiare è bellissimo, ma la massa non è capace di mantenere lucidità sulla strumentalizzazione che i potenti ne fanno. Era questo il senso di Panem et Circensens, concedere un momento di svago al popolo dopo tante tribolazioni, affinché questo si faccia rinchiudere nuovamente con uno spirito più sereno. Alle prossime quarantene, nei momenti di sconforto, alcuni si potranno sollevare il morale riguardando il video in cui scopano urlando “campioni d’Europa”.

Clara Carluccio 

4 commenti su “IL PESSIMO SPETTACOLO DELLE TIFOSE (di Clara Carluccio)

  1. Editato da Il Detonatore.
    Caro Chi non salta bianco è aka Osservatore Rumeno aka Osservatore Romano aka Richard Castle aka altri fake.
    I troll non sono graditi.
    Vai altrove.

  2. Bravissima Clara Carluccio. In più i ridicoli slogan delle femministe più accese non aiutano affatto le ragazze più giovani. Non è convincendole di poter fare tutto ciò che vogliono perché possono permettersi di farlo che si aiutano le donne a difendersi. Una donna non ha bisogno di svendersi, svalutandosi a questo modo. E nessuno parla mai di prudenza, della dignità di se’, di ragionare con la propria testa, di non mettersi in pericolo stupidamente. Di non mettere a repentaglio la propria vita, seguendo le puttanate che certe donne proclamano. Grazie per questo articolo così vero e purtroppo così realistico…

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