Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA RESA DEI CONTI IN AMERICA (di Franco Marino)

In questi ultimi tempi, chiunque mi abbia letto ha avuto modo di notare che ho scritto col freno a mano e infatti il Detonatore è un po’ calato nelle visite. Non è colpa nè di Fais nè di Cavaliere, penne di alto valore, nè mia, truffatore della tastiera capace di vendersi come articolista ed essere riuscito a farla bere pure ad una vecchia volpe come il GattoSardo.
E’ che oggettivamente c’erano poche cose da dire. Su quanto la politica italiana sia equiparabile alla descrizione che Shakespeare fece nientedimeno che della vita stessa (“una favola raccontata da un idiota”) ho già scritto nell’articolo dove equiparavo le vicende di casa nostra al wrestling. Su come il covid sia un’ignobile farsa ho rotto gli zebedei a quelle povere migliaia di miei lettori per quasi un anno. E dunque scrivere francamente mi pareva di poco senso, se non per obbligo di presenza da garantire ad un lettorato che per giunta è, se possibile, persino più incazzato di me.
Intendiamoci, non tutto quello che viene dagli USA è degno di essere commentato. Sappiamo per esempio che Trump ha platealmente contestato l’esito delle elezioni, dimostrando in maniera palese i brogli. Sappiamo che c’è mezza America – e tutti i clan sparsi per l’Europa – che ritengono di aver vinto le elezioni. Sappiamo che ci sono due Americhe che si guardano in cagnesco e che non riconoscono alcuna dignità l’una alle altre. Per cui anche la sorte dei brogli elettorali mi è interessata relativamente poco perchè comunque si fosse conclusa, sarebbe risultata chiara la destinazione finale della faccenda: se avesse vinto Trump, i democratici non gli avrebbero riconosciuto la vittoria e avrebbero usato la forza. Se avesse vinto Biden, Trump non avrebbe riconosciuto la vittoria e avrebbe usato le maniere forti.
Ora che le cose si stanno sbloccando negli USA, scrivo perchè ciò che accadrà cambierà i destini dell’umanità. Se, infatti, Trump deciderà di ricorrere alla corte marziale, non c’è molto da dire: la democrazia negli USA è ufficialmente sospesa. E deve essere chiaro: Trump non ha altra scelta.
Quella in atto è una guerra civile fredda tra due mondi che si odiano, quello di un’America che ama la libertà, economica, sociale e politica e un’elite di dementi capaci persino di sindacare sulla chiusa di una preghiera, di proporre la censura di Grease, di rendere tossica la vita del mondo intero sequestrando il linguaggio di centinaia di milioni di persone, chiudendole in casa con la scusa di un’emergenza pandemica che, ogni giorno che passa, palesa la sua natura truffaldina.

Questa è la cronaca. Poi c’è la realtà a monte.
La guerra che Trump sta combattendo è in realtà rivolta ai tanti pretoriani che infestano il sistema USA, qualcosa che già si era vista ai tempi di Roma.
Questi pretoriani hanno fatto le fortune dell’America per decenni: non sul piano squisitamente militare (anche ma non solo) ma anche e soprattutto sul piano culturale.
In questi decenni abbiamo visto sfilare, in America ma anche nel mondo, intere file di artisti, intellettuali, sportivi, più le varie multinazionali dell’hi-tech (si pensi ai GAFAM) più la finanza internazionale, uniti nel vendere le truffe più disparate. La propaganda gay spacciata per legittimo diritto da parte degli omosessuali di inchiappettarsi reciprocamente, purchè la cosa avvenga a casa propria. Suprematismo nero e antibianchismo spacciato per antirazzismo. Sostituzioni etniche spacciate per empatizzazione con poveri cristi resi tali proprio dagli stessi che poi con l’altra mano destabilizzano l’Africa. Conflittualità intersessuale spacciata per femminismo. Distruzione delle radici ebraiche e cristiane dell’Europa, spacciate per laicismo, il tutto mentre portiamo le pantofole ad ogni sceiccucolo da quattro soldi che casomai a casa sua fa impiccare i gay e infibulare le donne, nel silenzio delle Boldrine. Distruzione della democrazia e della libertà spacciate per difesa della democrazia e della libertà.
Fior di pretoriani al servizio del deep state americano hanno tentato, con questa manfrina, di devastare secoli di cultura e di conquiste sociali e civili, negli USA e nel mondo intero. Trump si è semplicemente reso conto che la sopravvivenza stessa degli USA passa per un ridimensionamento di quel progetto totalitario intrapreso dai suoi nemici che farebbe impallidire persino Hitler. Che perlomeno si batteva per un ideale, folle certo. Ma non per il semplice vil danaro, tanto che sia lui che Mussolini morirono in sostanziale povertà.
Da una parte America First, con i suoi difetti, certo. Ma dall’altra, un gruppo di psicopatici che hanno deciso di ridurre la popolazione del pianeta con virus, propaganda gay e quanto di peggio si possa vedere. E che non accetteranno nessuno che metta in discussione i loro folli e criminali progetti.

Quel che sta accadendo in America è niente di più e niente di meno di ciò che già accadde a Roma: la resa dei conti tra la politica ufficiale – che, sia chiaro, avrà sempre bisogno di un potere nascosto e Trump avrà sicuramente bisogno di crearsi i suoi pretoriani – e un gruppo di potee che ha sequestrato l’intero Occidente.
La guerra in atto negli USA ma anche nei paesi sottoposti alla loro influenza non è la battaglia dialettica tra universi culturali e gruppi politici, economici e sociali che perseguono interessi e obiettivi diversi ma si riconoscono in comuni valori non negoziabili. Ma tra nemici disposti a tutto pur di eliminarsi.
Se Trump deciderà di usare la forza, non farà altro che fare ciò che si dovrà fare prima o poi anche in Italia. E questo perchè ha ben chiara una cosa. Con i nemici, non si discute, non si ragiona. Non gli si porta le pantofole come fanno ad intervalli regolari Giorgia Meloni e Toti, non si gioca a postare foto di panini con la Nutella e con gli gnocchi come fa Salvini su Twitter. Non si passa il tempo a fare i gradassi su Twitter come Borghi. Col nemico esiste un’unica sola possibilità, distruggerlo prima che ti distrugga.
Vi stupite di ciò che sta accadendo in America? Io sono anni che ve lo scrivo. Sono anni che cerco di spiegare che non si possono passare decenni ad insultare i valori di un popolo senza che questo comporti delle reazioni violente. Ed essendo l’Italia un protettorato americano, è evidente che prima o poi gli effetti di quel che sta avvenendo, si ripercuoteranno inevitabilmente anche in Italia.
Doveva succedere e alla fine è successo.

FRANCO MARINO

4 commenti su “LA RESA DEI CONTI IN AMERICA (di Franco Marino)

  1. Perfetto….. condivido pienamente. La posta in gioco è talmente alta, che non lascia scampo: o si vince o si muore….personalmente, preferirei sfidare la morte piuttosto che vivere soggiogato.
    Trump non ha scelta…. deve andare avanti… la Legge Marziale Gli è d’obbligo, se vuole e se vogliamo continuare a vivere, a far vivere i nostri figli.
    Hai parlato di Hitler e Mussolini… inorridirebbero anche loro guardando ai crimini dei quali si nutre il deep state. Ho vissuto sotto bombardamenti a tappeto, centinaia e centinaia di morti sopra e attorno a me (anno 1943 avevo 7 anni), la vita era come la morte, ci si abitua, un evento tragico ma normale. Quel che accade oggi è, invece, diabolico, ha il volto di Satana, mi fa inorridire, mi rattrista il pensare di lasciare i nostri figli, nipoti, bimbi, alla mercé di quegli indemoniati divoratori insaziabili delle menti e dei corpi. Prego IDDIO che aiuti questa Umanità, impoverita delle capacità di discernere e reagire, in gran parte priva di ideali.
    Voi giovani RIPRENDETEVI TUTTO, il diritto di vivere liberi nella Legge di Dio.

  2. In Italia, se anche fossimo un paese di patrioti consapevoli del valore della lotta a tutela dei diritti democratici, siamo sfaldati e per niente coesi. Eccetto qualche monade sensata (Sgarbi, Cunial, Paragone, Amodeo, Fusaro, Meluzzi…) non vedo chi possa portarci oltre lo steccato della nostra umana indifferenza. L’opposizione non esiste. Siamo frammentati e attoniti.

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