Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

SPERO DI SBAGLIARMI, MA HO L’IMPRESSIONE CHE PERDEREMO (di Matteo Fais)

Le false speranze, come le grandi promesse, costano niente e fruttano sempre tantissimo a chi le vende. La gente ha soprattutto bisogno di sognare. Alla durezza della realtà, preferirà ogni volta l’illusione.

Io non sono qui per prendervi per il culo. Purtroppo, la battaglia che tanti di noi hanno intrapreso contro l’attuale dittatura sanitaria e biopolitica non sta dando grandi frutti e, se continua, è solo grazie al traino delle principali piazze italiane, da Torino a Milano. In tanti piccoli centri, dove sono stati proibiti i cortei, la partecipazione va decisamente scemando.

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Purtroppo, bisogna guardarci in faccia e dircelo chiaro e tondo: siamo in pochi, troppi pochi. La gente non è con noi. O è vaccinata, o se ne fotte. Più spesso ancora, è assolutamente favorevole a tutte le misure che hanno preso corso negli ultimi due anni. Indossano persino la mascherina di loro spontanea volontà. Mostrano con solerzia il green pass, quando non sono loro a chiedere di poterlo esibire. Per quanto alcuni possano anche essere ragionevoli e considerare l’ossessione per il rischio zero una colossale idiozia, dubito fortemente che si schiereranno apertamente in nostra difesa con qualcosa più di uno stato Facebook.

Ovunque sia stato imposto l’obbligo, non si sono registrati grandi disordini o problemi. La scuola ha obbedito, i militari come loro solito. Ciò è decisamente preoccupante. Siamo soli e siamo circondati.

Anche la proroga dello stato di emergenza non fa certo ben sperare, soprattutto perché nessuno sembra aver reagito ad essa e, presumibilmente, nessuno lo farà. Ma senza imponenti manifestazioni, scontri e una risposta che sia all’altezza di queste assurde decisioni politiche, non se ne potrà venire a capo.

Siamo troppo abituati a muoverci in un mondo virtuale, oramai, per capire che bisogna agire, non commentare Mentana sui social. Bisogna fare come i minatori contro Margaret Thatcher, non come i bimbi minka che mettono l’emoticon con la risatina. La situazione sta sfuggendo di mano e noi non abbiamo un piano d’azione, un partito di riferimento e men che meno un sindacato.

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Da soli e con una così scarsa partecipazione, sarà difficile risollevare le nostre sorti, fermare il delirio intorno. Nel mentre, l’odio dei pro-vax continua a soffiarci sul collo, senza scampo.

No, non me la sento di dirvi che ce la faremo, che non sarete costretti tutti alla terza, quarta, quinta e Dio solo sa quale altra dose. È probabile che, in ultimo, si sia indotti a cedere, per via di mille ragioni – il lavoro su tutte. Anzi, se non ci uniamo, sul lungo termine sarà inevitabile. Ci resta solo la consolazione, nel caso, di aver fatto quanto in nostro potere per evitarlo. Ma bisogna prepararsi, se già non lo si è fatto, alla più fosca delle eventualità.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, “VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. È in libreria il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

3 commenti su “SPERO DI SBAGLIARMI, MA HO L’IMPRESSIONE CHE PERDEREMO (di Matteo Fais)

  1. Purtroppo penso anche io che andrà a finire così. Aggiungo una osservazione.

    Terza dose di vaccino.

    Come si ribaltano i fatti! Il nostro Governo si sta facendo bello dicendo che la somministrazione della terza dose di vaccino prosegue spedita!
    In realtà il fatto della necessità di fare la terza dose non dovrebbe essere motivo di orgoglio bensì di un parziale fallimento a dimostrazione che il tanto decantato vaccino non era poi così efficace come dimostrabile dal rapido decadimento delle sue proprietà di salvaguardia dall’immunità. Con ciò non voglio mettere in dubbio che esso abbia una efficacia nei riguardi della gravità del malanno ma un vaccino ben fatto avrebbe dovuto avere un tempo di copertura più lungo. Con questo ritmo chissà quando finiremo di somministrarlo!

  2. Purtroppo è solo una questione numerica, in fin dei conti. Noi siamo pochi, questa è la verità, e sbagliano certi personaggi della controinformazione a dare false speranze al loro pubblico.
    L’ultima che ho sentito vorrebbe farmi credere che le mamme non disposte a vaccinare i figli contro il covid siano la maggioranza, e che saranno loro a fermare questa follia vaccinista.
    Sì certo, le stesse madri che hanno appena fatto 10 vaccini ai loro figli senza battere ciglio e senza lamentarsi del fatto che senza quei vaccini i loro piccoli non avrebbero potuto frequentare la scuola pubblica.
    Brutto a dirsi, ma secondo me dobbiamo sperare negli effetti collaterali del vaccino. Più gente starà male e vedrà star male i propri figli, e maggiore sarà il numero di pro-vax che si convertiranno alla nostra causa.

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