Il Detonatore

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LA RIVOLUZIONE NON E’ UN PRANZO DI GALA (di Franco Marino)

La condizione in cui viviamo non ha eguali nella storia dell’umanità. E dal momento che dura da tantissimi anni, molti l’hanno talmente tanto introiettata nel proprio universo interiore da dare ad intendere che vivere nella democrazia e nella pace sia una condizione eterna dell’umanità.
Basta in realtà studiare la storia per scoprire che tutto ciò è fasullo. Che l’umanità è sempre proceduta per guerre e tirannie. E che quanto sta accadendo non è che l’inevitabile conseguenza di un lungo periodo di prosperità a debito, di cui i padroni del vapore stanno chiedendo il conto.
La verità non tiene conto dei desideri delle persone. Per qualche giorno molti si sono voluti illudere che un vicequestore nominata nuova Giovanna d’Arco potesse rappresentare la voce degli oppressi dal green pass. Poi è stata la volta dei camionisti. E infine è stata la volta di un gruppo di coraggiosi portuali i quali hanno messo in atto un’iniziativa che non aveva alcuna possibilità di riuscire ma che fondamentalmente ha dato il senso di una reale vitalità.



Ora, qual è il problema? Il problema è che il sistema che ci sta schiacciando non è fatto da cretini ma da persone di altissima intelligenza, con turbe manipolative, che conoscono alla perfezione il nostro sistema nervoso e dunque sanno prevedere le nostre reazioni. Il globalismo è modulato sulla psiche delle persone, figlie di questo tempo privo di arditismo.
L’idea stessa che si possa fermare una dittatura sovranazionale con iniziative nazionali e locali, è una semplice scemenza. E pur tuttavia molti continuano ad illudersi, a riporre speranze nel primo capopopolo che si affaccia sul proscenio. Questo perché manca la consapevolezza che la rivoluzione non è una cena di gala. Si tratta di un radicale cambiamento che investe ogni categoria della propria vita, della costruzione di un nuovo tipo di società. E’ per questo che iniziative come queste sono sostanzialmente inutili. Perché richiedono un’idea di società da costruire, da imporre, che sia condivisa da tutti. Qualcuno credeva davvero di abbattere una dittatura solo perché chiudeva qualche porto? Naturalmente si tratta di una scemenza che sta semplicemente mostrando le corde.
Questo sistema non può essere abbattuto né democraticamente né con una cosiddetta coscienza civile. Anzi, proprio la civiltà e la pacificità delle proteste è ciò di cui abbisogna il sistema per continuare a credere che sia giusto fare ciò che sta facendo.

Le rivoluzioni non sono pranzi di gala. Non sono indolori. I tiranni non se ne vanno perché gli bloccate i porti o le autostrade. La storia ci mostra che i tiranni se ne vanno sempre e solo in un modo.
A testa in giù.

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FRANCO MARINO

6 commenti su “LA RIVOLUZIONE NON E’ UN PRANZO DI GALA (di Franco Marino)

  1. Infatti è così.. speriamo almeno che questo sacrificio dei portuali serva a risvegliare le coscienze.che il popolo sovrano rovesci i potenti dai loro scranni. Ma non c’è coordinamento nazionale

    1. La massa è asservita e lo ha dimostrato anche in queste elezioni e continua a baciare la mano di chi la percuote. Ad inizio v…s ho pensato, fate dei giovani il capro espiatorio e li vessate essi si ribelleranno… quando le mamme e i papà vedranno il loro bimbo che urla per quel bastoncino nel naso/gola si ribelleranno… i commercianti si ribelleranno… (aggiungere a piacere) invece nulla! Il nulla totale, anzi molti di loro si sono trasformati in delatori e se potessero… Per le rivoluzioni servono gli uomini ma ora vedo solo 4 gatti avversati dai loro stessi fratelli.

  2. Bisogna comportarsi come loro…fare loro del male, dove hanno interessi.
    Farli sentire in pericolo, anche fisicamente..
    Devono aver paura..in ogni posto siano, anche a casa propria….

  3. …a testa in giù..per non dire altro. Le coscienze si muovono di più come si faceva una volta. Io amo la pace ma dobbiamo fare la rivoluzione quella giusta, tagliare i rami secchi definitivamente!!! Solo così potranno capire, ci hanno impauriti…ora dobbiamo rispondere con la paura nei loro confronti.

  4. “””Le rivoluzioni non sono pranzi di gala. Non sono indolori. I tiranni non se ne vanno perché gli bloccate i porti o le autostrade. La storia ci mostra che i tiranni se ne vanno sempre e solo in un modo.
    A testa in giù.”””

    …anzi, nel caso.. “GIU’ LA TESTA” !!!

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