Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

NON E’ MORISI IL PROBLEMA MA LA LEGA (di Franco Marino)

Luca Morisi è stato il deus ex machina della comunicazione leghista e la sua decisione di abbandonare la gestione della macchina mediatica della Lega, oltre che sconcertare il popolo leghista – perché Morisi nel suo ramo è un indiscusso talento – ha scatenato molteplici ipotesi. Per ora tutte smentite dall’interessato che, alla base delle sue dimissioni, riferisce di semplici problemi familiari.
Naturalmente poiché una smentita è una mezza conferma, è lecito dubitare delle parole del bravo collaboratore di Salvini. C’è chi parla di ambiguità sulla questione greenpass, chi ipotizza che stia abbandonando la nave che affonda. Ma se non si hanno elementi per esprimersi in un senso o nell’altro, si rischia solo di dire sciocchezze. Nondimeno, in assenza di conferme sui retroscena, si possono almeno contestare quelle ipotesi che, in se stesse, appaiano poco credibili.

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Qualcuno, per esempio, ha scritto che alla base delle difficoltà di Salvini – che appare sempre più in discesa – vi sia proprio la Bestia, il nome con cui viene definita la macchina mediatica messa in atto proprio da Morisi e che la separazione nasca da questo. Ma è una spiegazione che non convince. In questi anni, cambiamenti nella comunicazione salviniana non ce ne sono stati. Salvini si è sempre venduto come bonaccione pane e salame, vicino alla gente, come “uno di noi” e se questo è stato alla base del suo successo, è improbabile che possa essere causa del suo declino.
La spiegazione sembra essere un’altra. Salvini ha rappresentato, per alcuni anni, l’ariete del sovranismo istituzionale. Fare la cronistoria sul suo successo e sul suo declino sarebbe inutile in questo articolo. Le vicende della cronaca politica le seguono tutti. Semplicemente, per riassumere, finché “il Capitano” è riuscito a vendere l’illusione che, una volta al potere, avrebbe ricondotto la nave nel porto della sovranità, i suoi consensi erano alle stelle. Quando si sono scoperte le carte e si è “visto” il bluff, è iniziato il crollo. In un percorso che era iniziato con i proclami “no-euro” dei primi tempi ed è proseguito, seguendo la teoria della finestra di Overton, con il “cambiare l’Europa dall’interno”, l’Europa dei popoli fino ad un rientro nei ranghi, poi suffragato, nel corso della tempesta Covid, da una totale ambiguità sulla questione vaccini e soprattutto dalla scelta suicida da parte della Lega – che qui sul Detonatore denunciammo in tempi non sospettidi appiattirsi sul draghismo, squalificandosi presso il popolo antisistema.

Dare la colpa a Morisi non serve a nulla. La comunicazione non crea nulla dal nulla. L’ideale sarebbe scannerizzare tutti quei comunicatori che dalla sera alla mattina sorgono come funghi su tutti i social, animati da un’immagine accattivante e da un gradevole scilinguagnolo dietro i quali c’è quello che gli orecchianti anglofili ribattezzerebbero “echo chamber”, cioè nutrirsi del proprio eco, dell’applauso degli ultrà multimediali espresso in like e cuoricini da monetizzare poi presso qualche tribuna politica o tentando una scalata a qualche poltrona. Nomi non se ne vogliono fare per ragioni di opportunità anche se sono certo che in ognuno dei lettori si starà formando nella mente una rosa di papabili alla carica di “bluff antisistema”.

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Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con la leadership: al massimo con la followership o, come avrebbe detto Montanelli, “sono il loro capo dunque li seguo”. Un vero leader non si accoda al vento, lo crea. Invece, la politica è, oggi più che mai, comunicazione. Tutte le grandi bolle di questi anni, dal berlusconismo, al leghismo, passando attraverso il grillismo e il renzismo, si basano sulla pura e semplice suggestione dietro la quale non c’è un pensiero e dunque neanche il prodotto.
E se manca il prodotto, mancano quei denti e quegli artigli senza i quali una bestia non potrà mai fare paura nè ai draghi delle favole nè a quelli della politica.

Contatti di Franco Marino.
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FRANCO MARINO

3 commenti su “NON E’ MORISI IL PROBLEMA MA LA LEGA (di Franco Marino)

  1. Mah, che dire.. Salvini non convince più, troppe giravolte. Poi si può dire: in parlamento la Lega non ha i numeri per battere i pugni. La maggioranza in parlamento è ancora in mano ai 5 stelle e sappiamo il perché. Ci si può chiedere se sia giusta la presenza della Lega nel governo e se veramente serva da freno ai sinistri o se farebbe meglio a far saltare il banco. A mio parere all’Interno del partito si sono create delle correnti che non condividono le mosse di Salvini, altri invece hanno idee diverse (Zaia, Fedriga, Fontana, e Giorgetti (il nord Italia quindi)..non mi è mai piaciuta la linea adottata per la comunicazione, la trovo stucchevole, questo Salvini che mangia sempre.. e poi l’esposizione della figlia, una bimba.. a mio parere il governo sta cercando di rompere dall’interno la supremazia della Lega nei consensi del popolo che non riconosce più i valori quali sovranismo ecc.. per cui tanti l’avevano scelta. I suoi governatori dal covid in poi hanno adottato politiche di sinistra, ricattati, minacciati, per scelta o per la poltrona, va a sapere.. ora guardano alla Meloni, personalmente non mi convince, come capopopolo. Forse sono di idee troppo estreme ma sinceramente non vedo un partito, non un personaggio capace di tirare fuori l’Italia dalla melma, dalla corruzione, dalla mafia politica fin nei più alti ranghi. Io credo che l’unica via saremmo noi gente comune ma siamo stupidì ed infiacchiti.. spero di non offende alcuno dicendo che se non agiamo ci meritiamo di soccombere a questa tirannia strisciante

  2. Parto dalle parole finali che condivido appieno : una volta le chiamavano tigri di carta!!!!!
    La lega sta svolgendo come a suo tempo i 5 stelle per la sx il suo compitino di contenitore del dissenso di destra….cosa dire??? All’orizzonte non si vede un – 1 – politico degno di questo nome….questo uno dei grandi problemi della politica italiana per ora senza sbocchi……

  3. Purtroppo hai ragione, qualsiasi,sia il motivo, Salvini ha fallito.
    Specialmente in questo frangente, non si è dimostrato leader,
    Anche lui, è al servizio del Drago ..
    E all’orizzonte, niente di buono..anzi !!!

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