Il Detonatore

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BIDEN, UN MEDIOCRE SENZA COLPE (di Franco Marino)

Un paio di lettori su whatsapp mi hanno fatto notare che nei miei articoli sull’Afghanistan non ho mai nominato Biden e mi hanno chiesto la ragione di questa omissione. Ma la risposta è già implicita nella domanda: non l’ho nominato perchè inconsciamente devo aver pensato che non ci fosse alcun motivo per citarlo. Lo considero una figura del tutto irrilevante nel sistema americano. Naturalmente non bisogna mai commettere l’errore di ritenere un capo di stato una figura senza potere. Semplicemente, come per chiunque al mondo, in ogni spazio e in ogni tempo, nelle democrazie come nelle dittature, in politica come in qualsiasi altro campo ove occorra un dirigente, il potere di un capo si misura non dalle sue cariche ma dal suo potere effettivo. Comunemente si crede che quando si vincono le elezioni, da quel momento, nei limiti della Costituzione, si abbia un immenso potere. In realtà si ha soltanto il comando. E questo vale per qualsiasi carica dirigenziale. Un allenatore di calcio, di basket o di football americano può comandare ai suoi giocatori di giocare in un certo modo ma i calciatori potrebbero non obbedirgli o addirittura giocargli contro, fino a farlo cacciare. Per la politica è più o meno la stessa cosa.

Molti buttano la croce addosso a Biden e al riguardo bisogna essere chiari: l’ex-vice di Obama è un personaggio davvero mediocre. Intanto la sua figura è brutta da guardarsi e nel meccanismo mediatico americano questi sono particolari che hanno il loro peso: Kennedy era inconsistente ma bello, Nixon era uno straordinario politico ma bruttino e ringhioso. Kennedy vinse, Nixon perse. A Kennedy perdonarono l’imperdonabile, a Nixon non hanno mai perdonato la vicenda del Watergate dalla quale uscì, diversi anni dopo, tardivamente ma totalmente riabilitato. “Virtù non luce in disadorno ammanto”. Il vecchio Joe è brutto e inconsistente. E in sovrappiù, appartiene all’insopportabile universo liberal americano, politicamente corretto, ammantato di velleità umanitaristiche che se piacciono alle sinistre mondiali, nell’elettorato conservatore nessuno sopporta più. Obama quantomeno, a furia di “change” e “yes we can”, qualcuno a destra riuscì a sedurlo. Biden invece, anche fisicamente, somiglia moltissimo a Jimmy Carter. Che certo non ha lasciato grandi ricordi negli americani.
Questo non significa che a Biden si debbano dare colpe che non ha. La vicenda dell’Afghanistan rappresenta forse il pretesto per liberarsi di un mediocre uomo politico ma che tuttavia non ha avuto alcun peso nella ritirata americana, perchè questa era nei fatti. Perchè rientra in un processo isolazionistico fattuale e avviato da almeno dieci anni e che, sia pure con tattici “stop and go”, andrà avanti fino a completarsi.

Il ritiro dell’Afghanistan sta provocando moltissime isterie ma inutili. Gli Stati Uniti sono un pugile che dopo aver combattuto molte battaglie, si è stancato di fare a cazzotti, non foss’altro che per l’ingresso nel proscenio di boxeur molto più giovani e prestanti oltre che ambiziosi e desiderosi di appropriarsi della cintura di campioni del mondo. E tutto questo non ha nulla a che fare con Biden. Che deve rendere conto a poteri molto più forti di lui, per opporsi ai quali non ha nè la forza che aveva Trump – che pure ci si è rotto il naso – nè l’età.
L’ex-vice di Obama va deprecato per le sue inesistenti qualità di statista, non perchè non si è saputo opporre ad una ritirata che è nei fatti e che vede nelle vicende di Kabul solamente uno dei tanti fronti di un disimpegno che sarà totale. Esattamente come Gorbaciov non aveva colpe del declino dell’URSS che era fattuale come lo è quello americano.
Chiunque oggi diventi presidente degli Stati Uniti deve fronteggiare una situazione irreversibile: un mondo dove non c’è più soltanto lo Zio Sam come interlocutore. E dove nessuno nei media occidentali ha il coraggio di dichiarare l’evidente realtà del declino sociale, economico e politico dell’impero americano.
L’unica speranza per gli americani è che, così come dopo il mediocre Carter venne l’ottimo Reagan, analogamente dopo Biden gli americani tornino ad avere un grande presidente. Anche se la situazione è tale che l’unica speranza per quel grande popolo è che nel 2024 si candidi la loro patrona: la Maria Santissima Immacolata.
Biden non ha colpe. E’ troppo mediocre per averne.

FRANCO MARINO

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