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L’EDITORIALE – CLINT EASTWOOD E L’ISPETTORE CALLAGHAN CONTRO L’INUTILITÀ DELLA FALSA GIUSTIZIA (di DAVIDE CAVALIERE)

Il 2021 è l’anno in cui Clint Eastwood ha compiuto novantuno anni e l’ispettore Harry Callaghan cinquanta. Era il 1971 quando Donald “Don” Siegel portava sul grande schermo, attraverso Dirty Harry, i temi della destra americana.

Callaghan, magistralmente interpretato da Eastwood, incarna l’eroe statunitense individualista, dai metodi duri e dotato di una personale, ma altamente morale, idea di giustizia. Burbero e solitario, l’ispettore dal grilletto facile sfida e abbatte tutti i capisaldi del progressismo in merito alla lotta al crimine.

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Nel primo film della serie, intitolato Dirty Harry e tradotto in italiano come Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!, storia della caccia a un assassino seriale, la sinistra viene denunciata come fiancheggiatrice dei criminali e il politicamente corretto apertamente sfidato.

All’inizio a Callaghan viene assegnato un nuovo partner, Chico Gonzalez (Reni Santoni), uno specialista in sociologia, disciplina diffusasi a partire dalla contestazione studentesca. “Sociologia? – scherza Callaghan – oh, andrai lontano.”

Più avanti, Harry dice al sindaco di San Francisco (John Vernon) che Scorpio ucciderà di nuovo “perché gli piace”, non perché è povero, oppresso, malato di mente e così via. Nel film di Siegel, i criminali sono responsabili delle loro azioni e la polizia, nella figura di Callaghan, è chiamata a proteggere la collettività con qualunque mezzo.

Callaghan, con la sua 44 Magnum, ferisce il serial killer alle gambe e mentre questo, in terra, implora pietà e chiede un avvocato, infierisce su di lui nel tentativo di farsi rivelare il luogo in cui tiene nascosta la sua vittima, una ragazza. Harry non si cura del diritto di Scorpio a un avvocato, ma di quello della giovane donna alla vita.

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Il personaggio interpretato da Eastwood è la versione contemporanea del giustiziere della frontiera, dello sceriffo che impone la legge con le pallottole e non con i tribunali, all’interno dei quali i criminali, compreso Scorpio, trovano sempre un modo per farla franca. Si tratta di un epigono di Charles Lynch, il padre del “linciaggio”, che originariamente era una forma di giustizia popolare ed extragiudiziale.

In questa società di garantismi perniciosi e perbenismi inutili, dovremmo riscoprire Callaghan e l’idea di giustizia che rappresenta. 

Davide Cavaliere

 L’AUTORE

 DAVIDE CAVALIERE è nato a Cuneo, nel 1995. Si è laureato all’Università di Torino. Scrive per le testate online “Caratteri Liberi” e “Corriere Israelitico”. Alcuni suoi interventi sono apparsi anche su “L’Informale” e “Italia-Israele Today”. È fondatore, con Matteo Fais, del giornale online “Il Detonatore”. 


Un commento su “L’EDITORIALE – CLINT EASTWOOD E L’ISPETTORE CALLAGHAN CONTRO L’INUTILITÀ DELLA FALSA GIUSTIZIA (di DAVIDE CAVALIERE)

  1. Ma che tenerezza.

    Però non è meglio Batman? Lui il ministro del Terrore Speranza l’avrebbe già posto dinanzi alle sue responsabilità…

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