Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

VITTIMIZZAZIONE DELLA DONNA E DEMONIZZAZIONE DELL’UOMO (di Davide Cavaliere)

Non condivido le critiche mosse a Beppe Grillo in merito alla difesa di suo figlio. Ritengo che non abbia detto nulla di erroneo. Il diciannovenne, insieme a quattro amici, è stato accusato di stupro a danno di una coetanea. Si badi bene, “accusato” e non “condannato”. Non esiste ancora una sentenza che attesti la colpevolezza del giovane. Eppure, quest’ultimo, è stato dipinto dai quotidiani come il mostro di Düsseldorf o l’incarnazione del protagonista de “Il teatro di Sabbath” di Philip Roth: un maniaco sessuale, un violentatore intriso di nauseabonda sessualità.

La sfibrata ipocrisia morale del nostro tempo non riconosce più la presunzione d’innocenza. Se una donna dichiara di essere stata stuprata, in quanto donna e dunque vittima a priori, dev’essere creduta. Il rovescio della medaglia di questa “vittimizzazione” della donna è la “demonizzazione” dell’uomo, che si manifesta nella ferocia con la quale i tabloid aggrediscono il “porco”. Il tutto avviene in spregio alla ragione e alla giustizia, con l’ostentata ed ebete convinzione che il semplice sospetto di un reato sessuale sia sufficiente per meritarsi la gogna.

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Sono i frutti guasti di anni di isteria femminista, spettacolarizzazione dello stupro e Metoo. L’accusa di violenza sessuale – o di una sessualità criminale – viene regolarmente impiegata come strumento per minare la reputazione di uomini importanti od ottenere visibilità. Il suddetto abuso e la trasformazione della violenza sessuale in pettegolezzo televisivo (caso Asia Argento) hanno avuto come effetto quelle di gettare l’ombra del sospetto su ogni accusa di stupro – perlopiù tardiva – a danno di uomini facoltosi o dei loro familiari.

Anche l’Europa è stata infettata dall’ossessione per i reati sessuali nata nelle accademie americane. Una cultura neopuritana che, oggi, attraverso i social network, percola in una parte consistente dell’opinione pubblica. “Catcalling”, “Body Shaming”, “Mans spreading”, “Stupro percepito” sono fenomeni fabbricati dall’intellettualità statunitense, che ha come fisima la “sessualizzazione degli spazi” e il potere che si cela nelle relazioni sociali.

Si tratta di un progressismo filiato dalla filosofia europea – Marcuse, Foucault, Derrida, Bourdieu –, il cui magistero ha generato negli Stati Uniti una sterminata letteratura postmoderna, costruttivista e femminista radicale. Studi che, invece di aprire la mente, l’hanno chiusa in modo inaspettato e inimmaginabile. Siamo tornati a luoghi separati per maschi e femmine, a nuovi rapporti disincarnati mediante le tecnologie digitali e all’esibizione della nudità come espressione di libertà, purché nessuno si tocchi.

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A questo quadro, di per sé preoccupante, bisogna aggiungere la liberalizzazione dei costumi promossa dalla Sinistra, che spesso si traduce in esibizionismo ambiguo, irresponsabilità e in una visione pornografica della sessualità.

Aspetti che, in questi giorni, si manifestano con isterismi tanto sbracati da mandare in malora il principio della presunzione d’innocenza. Fatto che induce a considerazioni impietose. Tutta la vicenda riguardante il figlio di Beppe Grillo altro non è che l’ennesimo sintomo dello sfacelo morale e intellettuale dell’Occidente.

Davide Cavaliere

L’AUTORE

DAVIDE CAVALIERE è nato a Cuneo, nel 1995. Si è laureato all’Università di Torino. Scrive per le testate online “Caratteri Liberi” e “Corriere Israelitico”. Alcuni suoi interventi sono apparsi anche su “L’Informale” e “Italia-Israele Today”. È fondatore, con Matteo Fais, del giornale online “Il Detonatore”. 


4 commenti su “VITTIMIZZAZIONE DELLA DONNA E DEMONIZZAZIONE DELL’UOMO (di Davide Cavaliere)

  1. La domanda però viene: come mai tutta ‘sta gente danarosa quando vuole organizzarsi una bella orgia non contatta professioniste/i del settore come fa(ceva) Berlusconi?
    Non sono aggiornato sulle tariffe ma immagino costi mooooolto meno, in tutti i sensi, di un processo contro l’onorevole Bongiorno.

  2. Forse perché vogliono pensare lo si faccia, per il piacere di farlo e non per soldi. Ed oltre tutto anche quella la quale prende i soldi potrebbe poi ricattarli.

  3. E pensare che la “ vittimizzazione della donna” avrà si e no una decina d’anni.
    Per secoli invece le donne “ se la sono andata a cercare e l’hanno trovata “. Ed in buona parte della società questo tipo di mentalità sopravvive tutt’oggi, è innegabile.
    Per quanto riguarda la vicenda di Grillo, nessuno ha detto che lui e i suoi amici sono stupratori. È scontato che si attenda il processo e relativa sentenza.
    Casomai è stato Grillo nel suo video a dire che la ragazza era consenziente, ergendosi di fatto a giudice.

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