Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

PERCHE’ L’ARRIVO DI DRAGHI E’ UNA PESSIMA NOTIZIA (di Franco Marino)

Ieri ho scritto un articolo introduttivo sulla nomina di Draghi, oggi ne scrivo un altro dove parlo di Draghi più da vicino e dove cerco di spiegare più nel dettaglio perchè considero la sua nomina è un pessimo segnale. Anche perchè negli ambienti di destra, anche quella più radicale, filtra una moderata soddisfazione e calcolando che io il grosso dei miei lettori ce l’ho a destra, dovrò fare un po’ di debunking.
Mario Draghi, dicono, è competente. E certamente lo è. Il suo curriculum parla per lui. Sfortunatamente, questo non ci dice nulla. Io realizzo siti web, app, posiziono siti nei motori di ricerca, gestisco da remoto webserver e mi occupo di scovare falle di sicurezza nei sistemi. Se è vero che ho di che vivere, è perchè in queste cose ho competenza. La stessa che mi permetterebbe di entrare nel conto corrente bancario di una persona e svuotarglielo, se io oltre ad essere competente fossi anche un ladro. Il fatto che io sia competente in informatica non significa che io sia anche una brava persona. Ragione per cui le descrizioni della stampa secondo le quali Draghi sia una sorta di superman, tanto che qualcuno comicamente già lo ha trasformato in Super Mario Bros, il famoso idraulico del videogioco che risolve i problemi, vanno viste per quello che sono: propaganda, aria fritta, bullshit come dicono gli inglesi (la traduzione italiana ve la risparmio, sennò pensate che sono un volgaraccio).
La vera questione non è se Mario Draghi sia competente ma, semmai, capire se ci procurerà vantaggi o ci svuoterà i conti.


Nel curriculum di Mario Draghi, spicca il dato storico di essere l’artefice del Quantitative Easing, quella cosa per cui si comprano a zero i titoli di stato dei paesi europei, in modo tale da tenere gli interessi su di essi bassi, cosa che in effetti è accaduto in questi anni. Ma c’è un piccolo problema: il denaro non si fabbrica. Se si fabbrica, diventa debito. E se si aggiunge che, non avendo l’UE nè denaro proprio nè una propria banca centrale totalmente pubblica – la BCE solo ufficialmente è pubblica ma in realtà è partecipata dalle banche centrali nazionali, le quali sono quasi interamente a capitale privato – questo denaro lo deve prendere dai paesi europei, si capisce immediatamente che il problema non è portare i cavalli davanti all’abbeveratoio ma fare in modo che bevano. E per inciso, i paesi europei possono anche rifiutarsi di bere. Draghi durante il suo mandato come presidente della BCE, ha avuto, per dire, moltissimi attacchi dalla Germania che non sopportava la sua visione keynesiana dell’economia.
Di conseguenza, il QE che secondo molti avrebbe salvato l’Europa, in realtà è stato solo un rinvio di un problema che prima o poi riesploderà di nuovo. Perchè fare debiti significa mettere polvere sotto il tappeto: quando la polvere diventa troppo grossa e il tappeto non ha più le dimensioni per coprirla, l’aria diventa irrespirabile.
L’Unione Europea si porta dietro alcuni guasti strutturali troppo profondi che si riassumono nell’essere solo un mercato comune con un’unica moneta, senza un comune esercito, una comune polizia, un comune governo, insomma una compiuta unione politica. Problema che, per essere risolto, richiederebbe un accordo totale di TUTTI I PAESI MEMBRI nel ripensare la struttura europea che semplicemente non ci sarà mai: sia perchè prevalgono gli interessi nazionali, sia perchè un’Europa davvero unita NON E’ QUELLO CHE VOGLIONO AMERICANI, RUSSI E CINESI, i quali faranno tutto ciò che potranno per mantenere l’Europa il limbo che è.
Questa è una cosa che già dicevano Berlusconi, Fillon, Strauss-Kahn tutti saltati per aria quando hanno fatto notare l’assurdità di un’unione che pretende di soverchiare gli interessi nazionali ma non ha un unico titolo di stato, come gli eurobond.
Il problema è che l’Unione Europea non si è liberata del suo difetto d’origine ossia essere il giardinetto pubblico degli interessi americani e sovietici.
Se si chiarisce questo, ci si rende conto che stampare denaro è come abboffarsi di tachipirina quando si ha il cancro. La tachipirina abbassa la febbre, gli antidolorifici diminuiscono il dolore ma entrambe provocano assuefazione e arriva un momento in cui gli antidolorifici e gli antipiretici non fanno più effetto.
L’Unione Europea è un malato di cancro attaccato ad un respiratore automatico e Draghi sicuramente ha avuto il “merito” di non staccare la spina, rinviando problemi che semplicemente prima o poi si ripresenteranno ancor più violenti.

Il che introduce il secondo punto: le idee economiche di Draghi.
Molti si illudono che l’uso del QE su scala europea con l’arrivo di Draghi in Italia si traduca in vacche grasse. Che Draghi abbia in economia idee diverse da Monti, è un fatto. Ma dipingere tutto ciò come una garanzia che non ci saranno assalti ai patrimoni e ai risparmi, è una palese sciocchezza, specialmente se poi uno lo dipinge come un pragmatico.
Il top è stato uno che ha scritto su Repubblica “Draghi è un keynesiano quindi un pragmatico” non rendendosi conto di scrivere nella stessa frase due concetti che si contraddicono. Un pragmatico è, per definizione, uno che punta al risultato senza tener conto dei suoi principi. Così come un allenatore di calcio pragmatico vi dirà che il punto non è difendere a uomo o a zona, ma vincere le partite, così Draghi, da pragmatico, potrebbe rinnegare tutto ciò che ha fatto in Europa e comportarsi in Italia anche peggio di come si è comportato Monti. L’ottimismo nei suoi confronti solo per via del QE è, quantomeno nelle proporzioni che vedo, completamente ingiustificato. Anche perchè Draghi non è più il capo di un potente istituto come la BCE ma è il presidente del consiglio di un paese, cioè un’istituzione assai meno potente. Chiedere agli altri paesi di sborsare soldi per l’Italia richiederà garanzie costosissime. Il che a sua volta introduce un altro aspetto di fondo che pochi sembrano concepire, nonostante le esperienze passate. E cioè che il capo di un governo tecnico non è MAI il leader di una maggioranza politica ma sempre e solo un signore che arriva a Palazzo Chigi quando nessuna maggioranza di stampo politico è in grado di mettere la faccia su ciò che fa. Certo, qualcuno potrà osservare che se la Lega voterà Draghi, le sue percentuali ritorneranno al 4%. Ma se a votare Draghi non è solo la Lega ma un’ampia e trasversale maggioranza, cosa che annacquerà le responsabilità di Salvini, questi potrà pur sempre dire che è stato costretto a farlo – come del resto ha fatto a suo tempo Berlusconi – tenendo conto anche del fatto che il sistema ha già adocchiato il suo nuovo contenitore del malcontento che probabilmente sarà, per il periodo di tempo necessario, Giorgia Meloni. Che, opponendosi, farà credere a tutti che sia la nuova Salvini con conseguente aumento nei sondaggi che naturalmente si arresterà, guarda caso, non appena avrà raggiunto anch’essa, come nel 2019 Salvini, una percentuale troppo alta e il sistema non si allarmerà.
In una condizione del genere, questo significa che i provvedimenti di Draghi saranno impopolarissimi e forse persino peggiori di quelli di Monti. Perchè adesso a giustificarli non c’è più una crisi nata negli Stati Uniti ma una pandemia che ha mandato sul lastrico milioni di persone e in nome della quale si chiederanno sacrifici agli italiani, nello specifico a coloro che producono ricchezza. E questo anche perchè gli investitori dei debiti pubblici non hanno cambiato idea sul proposito di disinvestire.
Per cui arriveranno altre manovre di lacrime e sangue.

L’arrivo di un governo tecnico – un unicum in tutto il mondo – è SEMPRE un fallimento della politica.
E la politica italiana si porta dietro mali che nascono da nodi che non sono mai stati risolti anche perchè nessuno ha mai voluto che si risolvessero, dal momento che – è bene ripeterlo – nel 1945 l’Italia ha perso una guerra e la sua costituzione è pensata appositamente per soffocare ogni autonomia governativa. O si mette mano a questo punto, rifacendo daccapo la Costituzione oppure avremo altri Monti, altri Draghi che verranno a fare i padroni.
Ma questo sarà l’argomento di un prossimo articolo.

FRANCO MARINO

5 commenti su “PERCHE’ L’ARRIVO DI DRAGHI E’ UNA PESSIMA NOTIZIA (di Franco Marino)

  1. Molto interessante l’esposizione del problema. Mi piacerebbe Caro Franco poter leggere ancora cose così chiare che nessuno si permette di scrivere. Complimenti

  2. Arrivo del governo tecnico come fallimento della politica.
    Perfetta analisi. Mi è piaciuta molto la parte finale della articolo con la auspicio di una modifica costituzionale che permetta ai governi di essere un po’più di autonomia

  3. Adesso “pragmatico” vorrei esserlo io. l’Italia va rifatta da capo a piedi, rivoltata come una frittata, come recita d’altronde anche la fine dell’articolo. BETTINO CRAXI…. avanti anni luce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *