Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

DRAGHI VISTO DAL MAINSTREAM E DA CHI NON SE LA BEVE (di Franco Marino)

L’interminabile crisi che dal 2008 squassa il dibattito pubblico e dunque l’arrivo di Draghi può essere narrata in due modi.
Il primo è mainstream: ci dice che l’Italia è piena di debiti perchè è sciupona e non sa fare le riforme e allora occorre un badante da qualche autorità sovranazionale a bacchettarci. Ci dice che il mondo aspetta con ansia di vedere un’Italia forte e rigogliosa e che Francia e Germania non vedono l’ora di vedere un nuovo concorrente capace di competere con loro.
E ci dice che però i governi italiani sono autonomi, sovrani ma incapaci di fare le riforme; che i politici italiani nel corso di questi anni hanno pensato solo a fare debiti, specialmente quei cattivoni che non amavano seguire il compitino alla lettera, tra cui quel ladrone di Craxi che durante il suo governo ha gonfiato le spese e si è arricchito sulla pelle del popolo italiano ed è stato giustamente punito dai magistrati che sono sempre buoni e ben intenzionati e sacrosantemente impalato dai giornalisti i quali pensano sempre e solo al bene dei lettori.
E che dunque non ci fosse altra soluzione di un governo tecnico dal momento che imprevedibilmente, il Movimento 5 Stelle si è rivelato un covo di traditori; incredibilmente Salvini si è dimesso perchè sciocco; curiosamente Berlusconi da Trump antelitteram è diventato sostenitore di Biden e tifoso di Draghi; e che naturalmente (è naturale, avevate dubbi?) il PD è un partito di persone perbene e bene intenzionate, che lottano contro Satana rappresentato dal sovranismo.
Ci dice che l’Unione Europea è un progetto nato perchè un bel giorno i paesi europei, dopo essersi scannati per decenni, hanno detto “volemose bene e uniamoci”.
Ci dice che i virologi ci vogliono bene, che hanno a cuore solo la cura dei pazienti e che ovviamente, la pandemia è stata solo un caso. Mica c’era in programma il compito di distruggere le economie europee. Mica i lockdown deprimono l’economia e anche se deprimessero l’economia, volete paragonare l’arrapante prospettiva di ritrovarvi – con l’obbligo di indossare la mascherina – in mezzo ad una strada perchè vi hanno distrutto il lavoro col pericolo di prendervi un virus dal tasso di mortalità pari al 3%?
Ci dice che i politici hanno così tanta paura che i cittadini si ammalino che il fatto che abbiano devastato la sanità e precarizzato una generazione non è colpa loro ma di quelli che si abbassano la mascherina.
Ci dice che insomma il mondo è composto da anime candide, che amano la democrazia e che non si tradirebbero mai tra loro. Andrà tutto bene.
Se questa è la vostra visione delle cose – era tutto casuale, non c’erano disegni occulti – potete anche chiudere qui l’articolo: il seguito vi disgusterà.



Poi c’è la visione non mainstream: il mondo è un villaggio globale tale e quale a Gomorra, dove ognuno cerca di fottere il prossimo in tutti i modi possibili. L’Italia, nella grande Gomorra globale, è un piccolo delinquente di quartiere un po’ più ricco di quanto le sue ridotte dimensioni farebbero supporre, dunque è nel mirino di boss avversari più potenti i quali cercheranno di fottere l’avversario per quanto possibile.
Chi non ha la visione mainstream sa che l’Italia nel 1945 ha perso una guerra. E che mai nella storia è accaduto che chi esca da una guerra perduta si ritrovi più ricco di quando l’aveva iniziata e che quando una spiegazione è assurda, vuol dire che la spiegazione è un’altra: all’Italia non è stata fatta pagare la sconfitta perchè in quel momento, la presenza dell’URSS costituiva per i vincitori un pericolo. Oggi che l’URSS non c’è più e che la Cina non è certo un’alternativa seducente, i finanzieri del deep state hanno campo libero nel depredare l’economia italiana come già hanno fatto con quella greca e come avrebbero già fatto nel 1945 se i paesi vincitori non avessero avuto paura di un’URSS che si offrisse come sponda. Dopo che avranno devastato il Sud dell’Europa, toccherà ai paesi del Nord Europa che in questi anni si sono fatti turlupinare dalla narrazione del Nord magari noioso ma serio lavoratore.
Chi non è mainstream sa benissimo che non solo non è vero che Craxi abbia fatto solo debiti ma che anzi quei debiti siano serviti a costruire un ceto medio solido che è l’unico vero motivo per cui oggi non ci sono disordini sociali e che anzi a lui si debba quella santa cosa che è stata l’abolizione della scala mobile – senza la quale oggi il debito italiano sarebbe dieci volte quello che è – e che anzi abbia cercato di affrontare il problema del debito, creando la lira pesante e venendo sabotato da quello stesso Ciampi che per tutti è il Messia dell’economia italiana ed è invece il responsabile di gran parte dei nostri guai.
Chi non è mainstream non ha avuto bisogno di leggere il libro di Palamara per sapere che esiste un clan mafioso di magistrati e giornalisti che hanno tramato contro ogni governo che non suonasse la musica di Washington e di Bruxelles: lo aveva già capito. Perchè educato a ragionare e a non bersi le stronzate di Scalfari, Scanzi e Travaglio, sapeva benissimo che non era normale quello che stava accadendo.
Chi non è mainstream sa benissimo che la fantomatica Unione Europea non è l’unione di politici europei che dopo essersi scannati in una sanguinosa guerra, non aspettavano altro che di unirsi in una grande orgia multiculturale ma è solo l’evoluzione degli accordi di Yalta, il cui unico scopo era spartirsi l’Europa in aree di interesse, trasformando i paesi europei in semplici stati clienti degli USA e dell’URSS. E sa benissimo che, crollata la minaccia sovietica, non c’è stata nessuna crisi ma semplicemente è accaduto che gli americani abbiano chiesto il conto di decenni di protezione economia e militare.
Chi non è mainstream sa benissimo che questa di Draghi fosse semplicemente una messinscena già studiata ad arte: il Movimento 5 Stelle che – come ammesso più volte da Grillo – tiene in recinto un malcontento che chissà cosa avrebbe fatto; Salvini che al massimo dei suoi consensi, si dimette forse intuendo se non addirittura sapendo l’arrivo dei guai – e sia chiaro, se si è dimesso per questo motivo ha fatto non bene ma benissimo – Berlusconi ricattato con le sue aziende che diventa radical chic e il PD che è il distaccamento dei Dem americani.
Chi non è mainstream sa benissimo che il problema degli italiani non è il debito pubblico – che è molte volte inferiore ai risparmi e al patrimonio privato – ma il PIL basso e che dunque le manovre di austerità sono state concettualmente sbagliate se non truffaldine. Sa benissimo che Draghi non è il salvatore della patria chiamato a risolvere i problemi del paese ma un commissario liquidatore tale e quale a Monti, uomo della finanza come lui, animato cioè dalla stessa convinzione che gli stati siano aziende e che si possa sacrificare la tenuta sociale di un paese, l’importante è che il Dio Denaro non si arrabbi. Pazienza che poi quando c’è una pandemia, non ci sono nè posti letto nè medici. E sa dunque benissimo che se Draghi è così stimato all’estero – come lo era Monti del resto – è solo perchè si aspettano che esegua il compito di dissanguare l’economia italiana, colpendo risparmi e patrimoni.
Chi non è mainstream sa benissimo che quella del covid-19 è una gigantesca messinscena che serve a mandare le economie in crisi per avere il pretesto di depredarle e sa anche benissimo che oggi la sanità non ha cura dei pazienti ma solo dei profitti.
E che il potere per definizione non ama dividere se stesso e dunque non ama la democrazia e che questa pandemia è stato il pretesto che aspettavano da decenni per abolirla.

Chi è mainstream si è già allineato alla narrazione anticomplottistica e antitaliana che serve a non fargli fare i conti con la propria coscienza, con la doverosa necessità di lottare contro chi ha deciso che l’Italia vada distrutta.
Chi non è mainstream ha già capito che ci attende una guerra durissima da combattere e bisogna soltanto capire con quali mezzi.
Al lettore la scelta.

FRANCO MARINO

5 commenti su “DRAGHI VISTO DAL MAINSTREAM E DA CHI NON SE LA BEVE (di Franco Marino)

  1. Credo che l’immagine della politica italiana ed europea come un regolamento di conti fra bande criminali sia quanto di più illuminante mai pubblicato nel desolante panorama del giornalismo italiano. Per fortuna voi del Detonatore non siete giornalisti, leggi prostituti di regime.

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