Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’EDITORIALE – CON LA SCUSA DELLA SCIENZA – LA FOLLIA DELLA MEDICINA UFFICIALE (di Andrea Sartori)

La dittatura sanitaria esisteva anche prima del Covid. Se qualcuno ricorda Tre uomini e una gamba, il film di Aldo, Giovanni e Giacomo girato nel 1997, rammenterà anche il personaggio del “professorone”, interpretato da Augusto Zucchi, che dava dell’ignorante ad Aldo, intimandogli di star zitto, per poi ripetere le stesse diagnosi sentite da lui un momento prima. Questi piccoli kapò del nuovo nazismo sanitario sono soliti comportarsi in questo modo.

Mia madre, che è gravemente malata di tumore, ha vissuto una situazione affine, in un contesto più drammatico. Il medico del policlinico aveva sbagliato una ricetta. Per fortuna ce ne siamo accorti in tempo, anche grazie alla farmacista e a mio zio, pediatra in pensione. La donna lo ha fatto presente a questo giovine kapò rampante. Si è sentita rispondere più o meno in questi termini: “Ignorante. Stia zitta. Cosa ne vuole sapere lei. Cosa ne vuole sapere la farmacista. Lei stia zitta. E mi chiami dottore, non signore. Qui ci sono dottori, non signori”. Forse non è proprio la maniera più umana di rivolgersi ad una malata di cancro che, grazie alle loro amorevoli cure, ora è pure inchiodata su una sedia a rotelle.

Ma mia madre ha mostrato il suo caratterino: “Mio fratello è pediatra e il padre di mio zio, caro dottorino, ha combattuto la spagnola a mani nude, a Gambolò. Stia zitto lei”. Il confronto tra il dottorucolo, che si sente Cristo in terra perché combatte un’influenza ingigantita per scopi poco chiari, e il mio pro-prozio, Alessandro Bazzano (1874-1974), che in un paesino dell’entroterra lomellino di inizio Novecento ha fronteggiato la più spaventosa epidemia della storia, credo non abbia bisogno di commenti. Il dottor Bazzano affrontava la spagnola anche in ragione della sua profonda fede cristiana: oggi una scuola del paesino è dedicata a lui. I discepoli di Burioni, al contrario, non credono in Dio, ma nell’io.

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Anche in età pre-Covid, le cose non andavano meglio: la pediatra di mio figlio ha letteralmente umiliato il bambino. Il piccino ha quattro anni, ma ne dimostra sei: è di costituzione robusta e soprattutto è alto, assomiglia a sua madre, anche lei bella slanciata. Purtroppo, è obeso. La dottoressa glielo ha detto in faccia, umiliandolo. Il piccolo si è messo a piangere, non voleva pesarsi. “E non pesiamolo. È capriccioso”, ha detto lei con arroganza.

Vi stupite quindi di gente come Galli il sadico o il borioso Burioni? Purtroppo, è la regola. Il guaio è che questa spocchia è accompagnata anche da una grave incapacità professionale, essendo molti di questi figli o parenti di medici raccomandati. 

Ricordate il libro di Burioni, Virus, sottotitolato Dal coronavirus alla peste? Ma se la peste è un batterio! Che diavolo c’entrano?! Purtroppo, per uno così, abbiamo tanti medici di valore trattati da ciarlatani, come Giulio Tarro, allievo di Sabin, che ha isolato il vibrione del colera a Napoli. Oppure, Di Bella. Recentemente è stata riconosciuta dal tribunale di Catanzaro la guarigione di un tumore al pancreas grazie al metodo da lui proposto, che venne screditato dalla “scienza ufficiale”. Perché? Sia Di Bella che Tarro hanno un grosso difetto: rovinano gli affari a chi specula sulla salute delle persone. Se la malattia guarisce, non puoi più mangiarci sopra. Questa è la “scienza ufficiale”.

Per loro, noi siamo semplici topi da laboratorio e come tali ci trattano. Più che con dei Pasteur abbiamo a che fare con dei Mengele. Mentre per il medico vecchio stampo, come il dottor Bazzano, il paziente è un essere umano che va curato.

Ora questi buffoni in camice si sentono dei supereroi, pompati anche dalla propaganda ufficiale. Per questo stanno diventando più arroganti che mai. E sta emergendo, come nel caso di Galli, anche un certo compiaciuto sadismo nel levare speranze alla gente. Ma non è che prima le cose andassero diversamente: le sparate arroganti di Burioni, ce le ricordiamo tutti, rimandano a prima del Covid.  Come la pediatra lomellina ha insultato mio figlio, sempre in precedenza.

La dittatura sanitaria ha però levato ogni credibilità alla cosiddetta “scienza ufficiale”. In fondo, essa è anche quella che condannò Galileo.

Andrea Sartori

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