Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

L’EDITORIALE – MA DAVVERO NON CONVIENE ESSERE DONNA? (di Matteo Fais)

Sono di fronte a questa ragazza. La trovo bellissima. Quei capelli che, non so, sembrano sempre come scossi dal vento, o dolcemente sconvolti dal fare l’amore. E gli occhi! “I tuoi occhi son come la giovinezza | grandi, perduti, lasciano il mondo”, scrive il poeta Alfonso Gatto e io non trovo parole migliori per descrivere i suoi. E le labbra! Adesso, sono screpolate, perché per ore le ho tormentate di baci. Mi fanno rabbia quelle labbra! Sono così sensuali. Gliele strapperei con un morso e poi le custodirei come una reliquia. Mi piacciono da impazzire. Non gliele perdonerò mai. Mi ossessionano. Tutto di lei mi ossessiona. La notte scorsa, quando mi sono svegliato, sono rimasto seduto come in trance a fissarle il culo. Nella luce fredda dell’alba, sembrava un quadro. Ad un certo punto, sono uscito dalla stanza perché mi vergognavo di me stesso. Mi sentivo un guardone che spia e ruba il segreto della sua intimità, anche se abbiamo dormito insieme e fatto l’amore.

Lei, adesso, dice di amarmi, di essere affascinata da me e non ho veramente motivo per credere il contrario. A causa di qualche romanzo e di tutte le stronzate di articoli che ho scritto in vita mia, credo che in un certo senso mi adori, di essere per lei quasi un idolo come il cantante preferito per una ragazzina.

Invero, sono solo un grandissimo rotto nel didietro a cui è toccata in sorte una gran botta di culo. È lei che ha scelto me, lei che ha esercitato il suo potere seduttivo, lei che mi ha spinto a chiederle un incontro. Il punto è che avrebbe potuto farlo con altri centomila come me, pure più aitanti e dotati di pecunia, che questi sarebbero tutti capitolati. Le sarebbe bastato un semplice “Ciao” su Messanger e avrebbe potuto passare altrettanti giorni di felicità, eroticamente e – forse – intellettualmente stimolanti. Io, inutile raccontarci cazzate, avrei al massimo potuto farmi le seghe a due mani. Pure con tutto quello che ho scritto e che tanto l’ha ammaliata, quanti incontri avrei potuto avere, dieci in un anno? Non è neanche detto. E se non ci fossero stati i miei scritti? Presumibilmente zero, o giù di lì.

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Ma dov’è questo potere del maschio? Se esiste non è mio, o dei miei amici. Chi più chi meno, siamo tutti dei questuanti, sempre con la mano tesa, a cui saltuariamente qualcuna tende una lauta elemosina. In termini di mercato, il nostro valore sessuale è prossimo a quello di una lavoratore che fa domanda per il Reddito di Cittadinanza. Diversamente da me, per intenderci, la ragazza con cui sono stato potrebbe trovare un compagno dietro ogni angolo e un numero spropositato di uomini disposto a dissanguarsi economicamente per lei. Chi cavolo sborserebbe, invece, un mezzo euro per me? Ma neppure se dovessi mettermi in vendita con le donne più grandi tirerei su due soldi. Oggi, una cinquantenne-sessantenne può trovare ragazzini disposti ad andare con lei. Persino come escort, sarei un fallimento totale.

Voi direte che, comunque, quelli della ragazza sono tutti privilegi patriarcali: un uomo sborsa tutti quei soldi per te, perché vuole comprarti. Come se una, dopo essersi fatta pagare la cena, non potesse mandare a fanculo chi gliel’ha offerta. A ogni modo, possibile che lo siano, ma certo le donne ne approfittano ampiamente e, stranamente, non si è mai sentita una femminista dire “Dovremmo essere noi a offrire la cena agli uomini, per non metterci nella posizione dell’articolo in vendita”.

Facciamo comunque finta che questi siano tranelli che il patriarcato tende alle donne per dar loro l’illusione del controllo. Secondo voi, in ambito lavorativo, chi assumerebbero più volentieri tra me e una ragazza, ma pure tra un bel ragazzo e una appena decente? Le domande da porsi, in merito alla differenza di possibilità e trattamento tra uomini e donne, sarebbero centinaia. Per esempio, come mai, quando si parla di body positive e della bellezza delle donne curvy – bellezza che, per carità, esiste in molti casi –, non si dice mai che un maschio panciuto o obeso ha una sua gradevolezza? Semplice, perché nessuno considera bello un uomo grasso, mentre una donna in sovrappeso è sempre e comunque ambita.

Vedete, comunque venga approcciata la questione, questo presunto potere maschile risulta più simile a un dogma ripetuto ottusamente da milioni di femministe che un qualcosa di effettivo. Gli uomini da sempre fanno i lavori più pesanti, sono il genere con il più alto numero di suicidi, sono quasi tutti i barboni che circolano per strada. In fin dei conti, nascere con l’uccello non aiuta, anzi, proprio non serve a un cazzo.

Matteo Fais

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L’AUTORE

MATTEO FAIS nasce a Cagliari, nel 1981. È scrittore e agitatore culturale, fondatore, insieme a Davide Cavaliere, di “Il Detonatore”. Ha scritto per varie testate (“Il Primato Nazionale”, “Pangea”, VVox Veneto”). Ha pubblicato i romanzi L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde Storia Minima, entrambi per la Robin Edizioni. Ha preso parte all’antologia L’occhio di vetro: Racconti del Realismo terminale uscita per Mursia. Da ottobre, è nelle librerie il suo nuovo romanzo, Le regole dell’estinzione, per Castelvecchi.

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