Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

LA TERZA GUERRA MONDIALE NATA NEGLI USA (di Franco Marino)

I media italiani hanno, da anni, forse decenni, perso ogni credibilità. E chiunque volesse davvero trovare i cosiddetti fatti, dovrebbe leggere i giornali di ogni paese, riuscire a tradurli e poi fare una media di ciò che ne esce. Tuttavia, restano utilissimi come pesci pilota, per capire cioè dove vanno gli squali.
Da qualche giorno, i media hanno di molto moderato la narrazione covid-19 e la cosa ha lasciato perplessi alcuni quando è, invece, perfettamente logica. Negli Stati Uniti stanno accadendo cose fuori dall’ordinario che vengono tuttavia completamente oscurate dall’informazione italiana. Accade per esempio che alcuni stati a direzione repubblicana stanno censurando la CNN accusata di diffondere notizie false e non c’è motivo di non pensare che la cosa non possa diffondersi soprattutto se Trump dovesse riuscire a riconfermarsi.
Questo è un aspetto importante di tutta la faccenda perchè spiega una direzione molto netta della politica conservatrice. I media, in questa tornata elettorale, hanno calato la maschera e si sono rivelati uno strumento della propaganda liberal ed era inevitabile che prima o poi questo scatenasse una reazione.
Ma non è accaduto solo questo. E’ successo che i server di Dominion a Francoforte sono stati requisiti dall’esercito americano, che il presidente della FEC, l’organo statale che deve sancire il risultato parla di brogli evidenti su cui dovranno esserci estese indagini. Il congresso afferma in una nota ufficiale che non c’è nessun “Presidente eletto”. Il responsabile della campagna elettorale di Biden in Texas è stato arrestato con l’accusa di aver riempito decine di migliaia di schede a nome di pazienti psichiatrici e comatosi.
Kamala Harris ha chiesto agli elettori democratici di fare una colletta per supportare le spese legali nei processi che si terranno in molti stati. E la corte suprema ha ribadito che in caso di fondati dubbi sulla legittimità di una elezione l’ultima parola sulla scelta dei grandi elettori ricade sui parlamenti statali che, nel caso di TUTTI gli swing, sono a maggioranza repubblicana. Sono già quattro gli impiegati di Dominion che hanno parlato con i federali riguardo i brogli. I servizi segreti hanno negato a quello che tutti definiscono “presidente eletto” i report d’intelligence ed estromettono dalle loro riunioni pure il capo della CIA.
Vi è giunto qualcosa in Italia di tutto ciò? Ovviamente no.


Personalmente credo che un’eventuale vittoria di Trump non cambierà il corso della storia come non la cambierebbe quella di Biden. Se ci trovassimo in una situazione normale, in una democrazia normale, dove esistono un fronte liberale e uno socialista, che battagliano duramente ma vicendevolmente si riconoscono, quelle di Trump sarebbero le parole di un pazzo scatenato, magari in preda ad un principio di demenza senile che, come i pazzi di certi film, vistosi messo alle strette e non avendo nulla da perdere, prende in ostaggio qualcuno e minaccia di ucciderlo di fronte ai poliziotti.
Ma nel momento in cui queste elezioni segnano la spaccatura in due correnti antropologiche inconciliabili, la differenza tra queste due correnti che è attorno al 2%, sarebbe sufficiente, anche in caso di vittoria di Biden, brogli o non brogli, a determinare la riconoscibilità non tanto o non solo della figura di Trump ma di un blocco di almeno 100-150 milioni di persone, così come anche in caso di vittoria di Trump apparirebbe evidente come le demenzialità delle idee dell’universo antropologico di Biden avrebbero comunque un loro riconoscimento.

Ma sarebbe sbagliato, sebbene gli USA siano di fatto ancora una grandissima potenza mondiale, ricondurre tutto alla società americana.
E proprio perchè in ballo c’è ben più di uno scontro politico. Si scontrano infatti il pragmatismo terreno della destra con l’idealismo campato in aria della sinistra in una lotta tra fazioni che dura dall’Ottocento perchè nasce da un problema, il sovrappopolamento globale rispetto alle risorse disponibili, che la sinistra ha cercato di risolvere andando contro l’architettura del sistema nervoso umano, modificando dunque la natura umana, preposta allo scontro fisico, anche cruento. O altrimenti da dove credete che provengano l’omosessualismo, la conflittualità tra uomo e donna, la lotta contro l’identitarismo e l’istituto della famiglia? In ballo c’è l’obiettivo di ridurre la popolazione mondiale, accusata di consumare troppe risorse rispetto a quelle disponibili.
Lo scontro così è tra due visioni del mondo che vanno ben oltre le questioni nazionali, meramente pretestuose.
Tanto la vittoria di Trump quanto quella di Biden, non cambieranno il corso della storia. Se vincerà Trump, verranno fatti fuori quelli che difendono i valori di cui Biden si fa bandiera. Se vincerà Biden, verranno fatti fuori quelli che difendono i valori di cui Trump si farà bandiera. E tutti i clan disseminati in giro per tutti quei paesi che sono sottoposti all’influenza geopolitica americana, faranno la stessa fine.
Oggi che Trump sta, nel silenzio generale dei media progressisti di tutto il mondo, svelando quella grande fogna che è l’universo liberal e ha dato chiaramente ad intendere – essendo ancora presidente, può farlo – di voler usare la forza per risolvere la situazione, i media italiani confermando la propria codarda natura, stanno mitigando certe posizioni.
E, nella sua banalità, quello dei media è semplicemente uno dei tanti fronti di quella terza guerra mondiale che nasce, come le prime due, dallo scontro tra il progressismo e il conservatorismo e che, non essendosi dipanata la matassa originale, proseguirà finchè una parte non avrà annullato l’altra.

FRANCO MARINO

5 commenti su “LA TERZA GUERRA MONDIALE NATA NEGLI USA (di Franco Marino)

  1. Non vedo “idealismo campato per aria” o meno nella spazzatura sinistrorsa, ma, appunto, solo sgangherata e degenerata immondizia. Solo un profondo ed irrecuperabile disturbo mentale. E io ero (quasi) come loro, quindi veda un pò lei……..Oggi che sono un uomo mi rendo conto di quale disastro etico, morale, culturale e probabilmente etnico ho contribuito a creare.
    Per il resto d’accordo su tutto. Ottimo articolo

  2. Il problema delle elezioni statunitensi, o meglio tutto ciò che gli è sotteso, è troppo grosso, grasso e maleodorante perché l’amplissimo fronte dei media progressisti italiani abbia il coraggio di affrontarlo. Ci sono molte teste che barcollano (soprattutto nel PD) alla sola idea che certe inchieste su papà Obama e mamma Clinton svelino a quali e quante nefandezze ha partecipato la sinistra italiana in ossequio alla cupola Dem americana. Ovvio che le notizie non filtrano, c’è ancora il sogno di mettere definitivamente a tacere le destre, i conservatori, gli eurocritici, gli identitari, i cattolici, gli eterosessuali e molto altro. È lo schifo che avanza, la bandiera rosso sangue (degli altri) che sta fremendo, la falsità fatta partito che vorrebbe governare in eterno senza fastidiose opposizioni. Il mondo si sta reggendo in equilibrio sulla punta di uno spillo, concediamoci almeno il lusso di non essere del tutto pessimisti .

  3. Mi dispiace dover dire che l’arresto di Dallas Jones (facente parte del gruppo della campagna di Biden in Texas) sembra una bufala. Ho cercato di controllare per come ho potuto ma il materiale fotografico è relativo non a lui (che appare molto più grasso in foto) ma a Cuba Gooding Jr che è stato invece arrestato nel 2019. Se mi sono sbagliato mi piacerebbe saperlo per poter diffondere anche io l’informazione giusta. Grazie mille di tutto!

  4. Non ho mai avuto una grande opinione della società statunitense e del depravato, pervertito e debosciato pattume pedo-pornografico che irradia su tutto il globo da 70 anni a questa parte. Ma quando un mio amico quasi vent’anni fa descriveva gli Usa come l’impero del male io gli ridevo semplicemente in faccia. Aveva ragione su tutta la linea. E io ero un idiota lobotomizzato. Ad oggi, quella enorme e bestiale discarica razziale è ulteriormente e massicciamente peggiorata sprofondando verso un abisso molto più cupo di pura regressione animalesca. Sono al penultimo stadio della programmata trasformazione, dopo ci sono solo le scimmie. O i polli, o i tacchini, o le pecore. Naturalmente l’europa è robustamente avviata sulla medesima strada. Tutto secondo programma vivaddio. L’allevamento è servito. L’allevamento è completo

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