Il Detonatore

Facciamo esplodere la banalità

E’ TEMPO DI LOTTARE PER DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI E LA NOSTRA PATRIA (di Franco Marino)

Chiunque sia vicino ai quarant’anni, sicuramente ricorderà la vicenda di Mururoa che trovò il suo culmine nel 1996 quando la Francia, sotto la pressione di tutta la comunità internazionale, sospese i test nucleari che da una trentina d’anni praticava sul suo atollo.
Nel liceo classico che frequentavo, noto per essere una levatrice di figure di sinistra – poi tutte finite nel PD partenopeo – l’unico professore di storia e filosofia di destra di questo liceo – guarda caso, l’unico a cui capitavano rogne e guarda sempre il caso l’unico davvero interessante – mentre tutti seguendo la corrente si dicevano antinuclearisti nello schierarsi a favore dei test disse qualcosa che per la sua profeticità mi sarebbe rimasto dentro: “Voi non avete neanche lontanamente idea dell’eccezionalità di quel che state vivendo, un’era di pace e prosperità mai conosciuta prima nella storia dell’umanità. Ma quella che oggi vi sembra la vostra fortuna, domani, quando sarete più grandi e avrete una famiglia, sarà la vostra condanna. Perchè non capirete quando queste cose saranno in pericolo, non saprete riconoscere la povertà in arrivo e dunque non saprete combattere”.

Sulla prosperità il discorso è semplice.
Bertinotti, una delle poche personalità di sinistra che valga la pena ascoltare, tutte le volte che gli chiedono da dove derivi la crisi del capitalismo, dice due cose importantissime.
La prima è che il capitalismo non è affatto in crisi ma esprime la propria natura di generatore di diseguaglianze e squilibri. La seconda è che il capitalismo sta semplicemente gettando la maschera che quando era ancora in piedi l’URSS era obbligata a tenere alta.
L’Italia ha goduto, come tutti i paesi dell’Europa Occidentale – anche quelli che fingono di essere austeri e virtuosi – di una prosperità artificiale, figlia delle iniezioni di liquidità che provenivano da Wall Street. Venuto meno il corpaccione sovietico, il capitalismo ha gettato la sua maschera, che oggi si estrinseca come ben vediamo. Crisi prodromiche di macellerie sociali e impoverimenti controllati, pandemie come scusa per sequestrare diritti sociali dietro il paravento di cosmetici diritti civili che spesso nascondono ben altri obiettivi.

Per quanto riguarda i diritti è ancora più semplice.
E’ bastata una banale influenza per indurre nell’opinione pubblica la consapevolezza che fosse giusto rinunziare a ben due secoli di conquiste sociali e civili, a quella democrazia di cui ci si riempie tanto la bocca e che, a colpi di decreti, ci è stata cancellata senza pietà.
Ma basterebbe studiarla davvero la storia per scoprire come non vi sia stata mai nessuna conquista sociale senza che si versasse sangue.
Il grande baco di chi oggi discute di democrazia, di libertà e in generale di diritti umani è credere che essi siano planati dall’alto, concessi da un potere moderato, responsabile e umano. Chiunque nella sua vita detenga o abbia detenuto una qualche forma di potere, apprende ben presto una cosa: chi il potere ce l’ha, non lo divide con nessuno. E a quel punto la sua intelligenza sta nel fingere di dividerlo con altri, facendo in modo di poterlo sabotare successivamente. La democrazia, la libertà e in generale ogni diritto sono giunti a noi a seguito di battaglie sanguinosissime, dove si sono fatti morti e feriti nel vero senso della parola, contro entità che MAI avrebbero accettato di dividere il proprio potere con altre entità, specialmente se rappresentate dal cittadino comune.
Se si parte da questo principio, ci si rende conto che ogni diritto è in realtà un quoziente ottenuto dividendo il coraggio di chi vuole goderne con l’arroganza dell’ente che vuole impedirvi di goderne: più alta sarà l’arroganza, più alto dovrà essere il coraggio necessario richiesto, altrimenti il quoziente sarà sempre molto basso.

Perchè quello che la storia insegna – a volerla studiare, il problema è che molti non la studiano – è che il potere, per sua natura, non tollera MAI concorrenti. E anche quando fa finta di accettarli, addirittura e a maggior ragione quando è il potere stesso ad introiettarli nel meccanismo di una comunità umana, chi è responsabile del gruppo umano farà sempre in modo di sabotarli sotto banco.
I diritti principali di cui godiamo sono stati un grande compromesso che le elite politiche hanno dovuto stringere con i loro popoli, per evitare di essere soffocate nel sangue. Nascono in epoche affamate e di grande povertà in cui i principali regimi di tutto il mondo capirono che se non li avessero concessi, sarebbero state rovesciate dai cittadini.
Era, dunque, inevitabile prima o poi che le classi dirigenti di tutto il mondo cercassero di limitare quanto più possibile i diritti dei cittadini perchè i diritti stessi nascono proprio dal compromesso inevitabile che il tiranno, di fronte alla capacità dei cittadini di opporsi al potere dominante, è inevitabilmente costretto ad accettare. Ripeto, COSTRETTO.
Sia che assuma le corrucciate sembianze del tiranno arrabbiato, sia che indossi l’abito elegante e la maschera sorridente del buon uomo capitato per caso nelle istituzioni, il potere sarà SEMPRE E COMUNQUE un potere autoritario e soffocante.
A quel punto, l’unica opposizione che salvi i diritti di un cittadino dovrà essere violenta, sanguinosa e prevederà sempre un’abbondante dose di coraggio.
Perchè la questione è semplicissima. Coloro che detengono il potere nel mondo hanno deciso che su questo pianeta siamo troppi.
Ed esistono personalità che fanno parte di questa banda di criminali tra coloro che stanno gestendo l’emergenza da covid-19.
L’obiettivo a medio termine è quello di controllarci tutti. E una volta che costoro avranno su di noi tutte le informazioni su chi siamo, cosa facciamo e dove siamo, prenderà il via il piano per eliminare tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non necessariamente conosciuto, sono considerati di troppo. Moriremo per un infarto fulminante o per una lunga malattia – a seconda della convenienza nel farci morire o tenerci in agonia – entrambe scatenate da remoto, con un click.
Vi sembra fantascientifico? No, è esattamente quello che può capitare quando chi ha deciso che siamo troppi in questo pianeta, saprà rintracciare i troppi. Come disse un deputato tedesco quando emerse lo scandalo di Prism, i nazisti ci misero due anni per trovare Anna Frank, oggi ci metterebbero due minuti.

E’ col sangue dei tiranni di ieri che si è fertilizzato il terreno su cui sono nati tutti i diritti di oggi e che ci stanno venendo progressivamente tolti.
Ed è sempre col sangue dei tiranni di oggi che si fertilizzerà il terreno su cui nasceranno i diritti di cui godremo domani.
E se stavolta la democrazia e la libertà finiscono, è per sempre. Non ci saranno i liberatori a venire a salvarvi. Anche perchè, detto come va detto, i nazisti di oggi sono proprio coloro che ci fanno credere di averci liberati ieri. Naturalmente facendovi credere che “è per il vostro bene”.
Del resto, se le pecore accettano la pastorizia, è perchè la narrazione racconta di terribili lupi pronti a mangiarle se fuggono dal gregge.
Ha funzionato persino quando i lupi erano praticamente estinti.
Quindi funzionerà sempre.

FRANCO MARINO

7 commenti su “E’ TEMPO DI LOTTARE PER DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI E LA NOSTRA PATRIA (di Franco Marino)

  1. Vorrei combattere Ma ho la partita IVA e 2bimbe piccole, se alzo troppo la cresta mi chiudono l’attività e sono rovinato. Sto ancora troppo bene, ho ancora troppo da perdere, mi dispiace, non so cosa posso fare se non nel mio piccolo boicottare sistematicamente la grande distribuzione

  2. Grazie. Continua , ti prego : molti hanno ancora bisogno di chi gli dice chiaro e tondo che li stanno “ sedando”. Mi limito a questo. Avevo scritto…ma ho preferito limitarmi. Ciao

  3. Chissà cosa pensano i vertici militari. Marcello Veneziani tempo fa ha scritto un articolo, ‘E le stellette stanno a guardare’. Da cattolico ortodosso, però, non posso sperare nel combattimento a sangue come prima istanza (pare non ve ne siano molte altre). Tutta la situazione odierna, con radici tuttavia molto lunghe, non tiene conto di Dio, nemmeno in un Chiesa cattolica (?!?) dove il capo in terra raccomanda di fatto di abbassare la testa e fare ciò che dice il governo (minuscolissimo). Non ci sto, senza Dio non ci sto. Il mio primo dovere come credente è reagire al Male con l’armatura di Dio. Pregasi rileggere bene Sacri Testi e successivi sviluppi. ‘Noi ci alzeremo in piedi’, disse il grande polacco bianco, chi fermamente crede si alzi in piedi rendendosi disponibile a Dio e affidandosi al suo consiglio. Lui non usa e-mail, usa la coscienza di ognuno, si tratti di un padre Pio o di un monaco samurai.

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